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Grassi Isabella

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GRASSI Isabella

Isabella Grassi (attivista per l’emancipazione delle donne tedesca, Heidelberg, Granducato di Baden, 24.04.1886 - ? – 1935 ? -).
Sicuramente seguì i primi due anni di studi medi classici a Roma, dal 1903 al 1905, anche se non si è trovata alcuna traccia dei registri relativi alla maturità classica.
Il suo nome si intravede appena nella penombra che le fanno le figure dei genitori: da una parte il padre, il noto parassitologo italiano Giovan Battista Grassi, e dall’altra quella della madre, già nota anch’essa nel campo dell’associazionismo e collaboratrice in ambito medico col marito G. B. Grassi.
Eppure quella di Isabella, a ben guardare, non è affatto una figura minore. Animata anch’essa dallo spirito caritatevole ereditato dalla madre, si prodigò come infermiera volontaria a favore dei rifugiati negli ospedali da campo durante il Primo conflitto mondiale.
Crebbe poi sempre più la sua presenza nell’ambito dell’associazionismo femminile.
Consigliere sin dal 1915 (anno di fondazione) della Sezione Italiana del Comitato Internazionale Femminile Pro Pace e Libertà, viene unanimemente riconosciuta come una delle fondatrici della Fildis (Federazione italiana laureate diplomate istituti superiori), di cui fu Presidente nel 1920 (altri 1922) sino alla morte, un anno prima che il regime fascista non la sciolse nel 1936.
Nel frattempo fu anche presente - a fianco di Gabriella Spalletti Rasponi –come segretaria nel CNDI - Consiglio nazionale donne italiane (a cui si era affiliata la Fildis), in cui fu attiva anche la madre.
Sul versante religioso, mentre la madre era ufficialmente di religione evangelica ma sostanzialmente agnostica, in Isabella – pur dichiaratamente cattolica - era possibile riconoscere posizioni teologiche moderniste, sulla scia del pensiero di Ernesto Buonaiuti (1881 – 1946). Isabella, difatti, immersa nell’associazionismo e nella lotta per l’emancipazione delle donne, affrontò apertamente e su posizioni radicali il confronto – oramai plurisecolare - del cristianesimo con il moderno, ossia con tutte quelle istanze di autonoma determinazione dell'uomo (nella specie delle donne) nella vita individuale e collettiva.
In forza della Donazione Grassi, depositata a cura della madre Maria dopo la morte della figlia, le venne intitolata parte della biblioteca che attualmente si trova alla Alessandrina di Roma.