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Giuliano il metodico (II sec. d.C.)

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GIULIANO il metodico

Giuliano (o Juliano) detto il metodico (medico greco-alessandrino, II sec. d.C.).
Discepolo di Apollonide di Cipro, fu seguace della setta dei Metodici, che fiorì a partire dal I sec. a.C. e di cui fecero parte, tra altri, lo stesso Apollonide, Proclo di Regio, Antipatro, Eudemo, Filone, Dionigi e Menemaco. Furono così chiamati i seguaci di Asclepiade di Bitinia, il quale pose le basi della scuola metodica di medicina che avrebbe poi fondato il suo allievo Temisone di Laodicea col contributo di Tessalo di Tralles, il quale diede un’organizzazione sistematica alle loro teorie mediche. Non a caso, però, furono oggetto delle critiche di Galeno a causa della superficialità della formazione medica da essi proposta nonché dell’impianto filosofico che stava alla base della loro pratica.

Ebbe modo di contattare Galeno in Alessandria di Egitto, dove quest’ultimo si era recato per approfondire i propri studi anatomici.
La scuola più importante ad Alessandria d’Egitto fu la scuola metodica, anche se contemporaneamente si diffusero la scuola empirica e quella dogmatica, quest’ultima continuazione della scuola ippocratica.
La scuola metodica si rifaceva però non alla filosofia dei quattro elementi, ma alla filosofia rivale, alla teoria atomistica di Democrito (vissuto tra il V e il IV sec a.C.). Cercando di interpretare le malattie come prodotto di uno squilibrio del tutto casuale tra atomi e pori, bisognava innanzi tutto fare in modo che questi pori rimanessero aperti in misura normale: infatti a seconda della larghezza o strettezza di questi ultimi, potevano generarsi rispettivamente rilassatezza o astenia ovvero accaloramento e tensione. Per ristabilire l’equilibrio che si era rotto, spesso si faceva ricorso all’acqua, la cui temperatura veniva aumentata se c’era bisogno di ristabilire uno stato di rilassatezza.
Come uso di molti altri medici alessandrini, anche Giuliano si approfondì sugli studi ippocratici pervenendo a commentarne gli Aforismi, trascurandone però la patologia umorale. Difatti scrisse 48 libri contro gli aforismi ippocratici attirandosi però le critiche dello stesso Galeno. A noi è pervenuto un piccolo scritto polemico di Galeno contro il secondo libro di Giuliano (contra Julian), che era tutto consacrato alla confutazione del secondo aforisma della prima sezione (v. al riguardo anche Adversus Lycum, I, XVIIIB.196K, in cui Galeno difende Ippocrate dai commenti che Lico il macedone e Juliano il Metodico muovevano all’epoca contro i suoi aforismi).
Leggiamo in Curzio Sprengel – Storia Prammatica della Medicina – v. 2 – 1840:
Fu contemporaneo a Galeno un certo Giuliano discepolo di Apollonide di Cipro, metodico zelantissimo, che visse in Alessandria in compagnia di Galeno, di cui peraltro si tirò addosso in seguito l’odio per aver scritto contro Ippocrate. Ei trascurò la patologia speculativa, e pubblicò un’introduzione alla medicina, in cui fe’ poscia vari cangiamenti (Galeno, meth. med. L. I p. 43). Anch’egli al pari di quasi tutti i metodici avea letto pochissimo, e trascurato qualsivoglia studio di filosofia (Galeno, contra Julian, p. 339). Galeno lo accusa principalmente d’aver negligentata la patologia umorale (Galeno, contra Julian, p. 344).