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GILBERG Aage (09.09.1912 – 14.05.2002)

GILBERG Aage

Aage Gilberg (medico danese, Parrocchia di Asminderød /Parrocchia = nome di una zona con una chiesa comune/, borgata di Lynge-Kronborg, Frederiksborg County, Danimarca, 9 settembre 1912  - Parrocchia di Egense, comune di Hadsund, Danimarca, 14 maggio 2002).
Sin dalla sua gioventù, ormai al quarto anno di medicina, cercò invano di imbarcarsi come mozzo nell'equipaggio di un bastimento diretto verso la Groenlandia. Riuscì allora, nel 1937, ad essere assunto dal grande geologo Lauge Koch, prima quale aiuto-medico, a bordo del “Gustave Holm”, e poi, al termine dei suoi studi, quale medico ufficiale per le spedizioni in Groenlandia (Østgrønlandsekspedition). Affrontò le spedizioni con grande entusiasmo ed in tali viaggi nacque il suo amore per la Groenlandia.
Nel 1938 fece la scelta di trasferirsi, insieme alla moglie Lisbeth Thora Jacobsen, in Groenlandia, distretto di Thule, per esercitarvi la sua professione di medico nell'insediamento umano più a nord del mondo, tra gli Eschimesi polari. Dopo un anno, essendo rimasta incinta Lisbeth, entrambi scelsero di tornare in Danimarca, consapevoli della pericolosità che avrebbe comportato rimanere a Thule, spesso a contatto con malati (solitamente di tubercolosi).
Appena tornato in Danimarca, nel 1939 prese a lavorare presso l'Ospedale Hørsholm e l’anno successivo presso l’Ospedale Esbønderup.
Durante la seconda guerra mondiale, dal 1941 al 1945, lavorò a Vejby, al Rigshospitalet, all’Ospedale per bambini di Fuglebakken ed al Rudolph Bergs Hospital.
Nel 1945 operò come medico a Mariager ed in seguito fu professore associato di Igiene mentale presso l'Università di Aarhus. Dal 1970 fu ufficiale medico del distretto sanitario di Mariager.
Dopo la morte della moglie Lisbeth, nel 1992, si ritirò nella sua villa, dove morì come aveva voluto, nella tranquillità, da solo con il suo cane e le sue pecore, presumibilmente colto da insufficienza cardiaca acuta, nel 2002.
Divenne famoso per il suo libro “Eskimo doctor” (un medico tra gli Eschimesi), tradotto in 15 lingue, in cui descrive la bellezza dei paesaggi groenlandesi e gli usi ed i costumi della popolazione locale. Il libro si conclude con un confronto tra la società danese, guidata dal pettegolezzo e dall'invidia, e quella eschimese, libera e guidata da amore e fiducia. L'autore, già al suo arrivo a Copenaghen, anche se felice di rivedere i parenti, non poté fare a meno di osservare con tristezza come nella società danese “frugalità, onestà e dovere fossero concetti antiquati”. Nel corpo del libro vengono poi descritte gite in slitta, viaggi di lavoro, anche sotto la tormenta ed il freddo polare, festività e scene di caccia.
Le ultime parole del libro sono rivolte alla popolazione di Thule (che spesso viene posta su di un piedistallo di fronte alla popolazione dell'est della Groenlandia, corrotta dal denaro e dalla società danese e che, anche se tecnologicamente arretrata, per Aage risultò essere assolutamente migliore di quella danese): “se li imitassimo potremmo diventare anche noi gente forte e sana, in accordo con tutti, basati sulle doti che sono il solo vero fondamento della vita pubblica e privata, la lealtà, la fede e l’amore”.