Crea sito

Gigantismo - botanica

GIGANTISMO

Etimologia : dal termine gigante / dal greco γίγας (-αντος) , gigas (-antos) , da cui il latino (mit.) Gigas –antis /.
Sviluppo esagerato delle dimensioni di parte o dell’intero corpo di una pianta rispetto a quelle normali proprie della specie o della colonia di appartenenza.
Può essere dovuto, solitamente, ad una patologia cromosomica (poliploidia), accompagnata talora da aumento esagerato delle dimensioni delle cellule.
A volte la poliploidia può essere indotta artificialmente dall’uomo, con varie metodologie, allo scopo di incrementare la produzione commerciale di alcuni tipi di piante. Ad esempio, nei pomodori il gigantismo può far aumentare il contenuto di vitamina C; nei frutti l’aumento della polpa. Per ottenere il gigantismo si può far ricorso all’alcaloide colchicina (con cui è possibile ottenere razze poliploidi artificiali a carattere patologico). Altri sistemi sono quelli dell’irradiazione con razzi x o nucleari oppure il trattamento con opportune sostanze chimiche con cui si possono ottenere mutazioni geniche e cromosomiche.
Tutte le forme coltivate della banana hanno patrimoni cromosonici triploidi. Altre piante risultano, invece, autopoliploidi (tra queste ricordiamo l’avena, la patata, l’erba medica ed i fragoloni).
Piante erbacee giganti (dette megaerbe), di grossa taglia e con caratteristiche grosse foglie carnose, le troviamo nelle isole subantartiche neozelandesi, frutto dell'evoluzione su isole prive di animali erbivori. Altre piante giganti sono, ancora, le cicadi della famiglia delle Cycadaceae (i cui fossili sono stati rinvenuti in Alaska, Britannia, Groenlandia, e Siberia nonché all'Antartico).
Eccesso di azoto e di elementi nutritivi nel suolo possono provocare gigantismo nelle piante.
Si contrappone al nanismo.