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GAMGEE Arthur

GAMGEE Arthur

Arthur Gamgee (fisiologo e biochimico britannico, Firenze, Italia, 11.10.1841 – Parigi, Francia,  29.05.1909).
Figlio del veterinario Joseph Gamgee e fratello di John e Joseph Sampson, anch’essi affermatisi in campo medico, si trasferì dalla natìa Firenze in Inghilterra con la famiglia all’età di 14 anni.
Quivi si formò alla University College School di Londra. Mostrò subito grande interesse per le materie mediche e per la fisiologia in particolare. Iscrittosi alla University of Edinburgh, si laureò nell’anno 1862 ottenendo la medaglia d’oro con la tesi “Contributions to the Chemistry and Physiology of Foetal Nutrition” (“Contributi alla Chimica e Fisiologia della Nutrizione fetale”).
Dopo un periodo di docenza presso la Surgeon's Hall e di medico al  Royal Hospital for Sick Children di Edimburgo, si trasferì in Germania lavorando con i fisiologi tedeschi Wilhelm Kühne (1837 – 1900)  ad Heidelberg e Carl Friedrich Wilhelm Ludwig (1816 – 1895) a Lipsia. Tornato in Inghilterra, nel 1873 assurse alla carica di professore di Fisiologia presso l’Owens College (attualmente Royal Manchester School of Medicine) scrivendo in tale periodo numerosi saggi sulla fisiologia e farmacologia. Successivamente insegnò presso il Manchester Hospital for Consumption e a Londra presso la Royal Institution of Great Britain. Si trasferì quindi a Cambridge, dove si dedicò alla ricerca scientifica. Trasferitosi in Svizzera, dapprima a Berna e poi a Losanna e Montreux, tornò in Inghilterra ma morì poco tempo dopo durante un viaggio a Parigi a causa di una polmonite nel 1909.
Ricordiamo anche, negli ultimi anni, la sua docenza presso la Royal Institution di Londra, cui diede notevole lustro.
Tra le opere, ricordiamo: “A Text-book of the Physiological Chemistry of the Animal Body: including an account of the chemical changes occurring in disease” (“Testo della Chimica Fisiologica del Corpo Animale: comprendente una descrizione dei cambiamenti chimici che si verificano nella malattia”) (Londra, Macmillan & Co., 1880) ed una traduzione dell’opera sulla Fisiologia umana del fisiologo tedesco Hermann Ludwig Ferdinand von Helmholtz (1821 – 1894).