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Gaio Papirio Eliano

GAIO PAPIRIO ELIANO

Gaio Papirio Eliano (in latino : Caius/Cajus Papirius Aelianus) (medico romano, - ? -).
Medico romano di età imperiale, probabilmente fu così chiamato in quanto riveniente dall’antica gens Papiria romana.
Fu medico da campo di rango inferiore (“medicus ordinarius”) al servizio degli eserciti imperiali. Si dice abbia vissuto sino all’età di 85 anni.
In epoca imperiale anche in ambito militare, presa coscienza dell’importanza della figura del medico, della sua preparazione ma soprattutto con la formazione di eserciti permanenti (che cioè non venivano disciolti dopo le battaglie), lo stesso Augusto aveva proceduto alla riforma dell’esercito introducendo personale altamente qualificato come i chirurghi militari, ai quali, in cambio della loro opera, assicurò benefici materiali ed una specie di pensione. Nell’esercito l’ospedalità era garantita dal “valetudinarium in castris”, una sorta di ospedale da campo che poteva contenere fino a 200 pazienti e in cui trovavano impiego anche infermieri, massaggiatori ed inservienti.
Gli specialisti erano rappresentati dal “medicus chirurgus”, “medicus clinicus” e “medicus ocularius”. Di rango inferiore era invece il “medicus ordinarius” ed il “miles medicus”.
I medici venivano titolati a seconda dei luoghi dove venivano assegnati e delle loro mansioni: così quelli da campo venivano detti “Medici Castrenses”; quelli “Legionis” erano i medici della legione; gli “Alarum” erano destinati a particolari corpi di cavalleria dell’esercito [a volte si parla anche di “ippiatri” (“hippiatros”), come nel caso di alcuni graffiti sui templi di Iside e Serapide presso Tebe, in Egitto; solitamente questi facevano parte dei “medici veterinari”, detti anche “pequari”, “iumentari” ed “equari”]; i “Triremis” prestavano il loro servizio sulle navi (solitamente “duplicari”, ossia pagati il doppio a causa del disagio dei viaggi in mare), e così via dicendo. Accanto a questi personaggi, troviamo tutta una vasta schiera di servi addetti al massaggio (“frictores”), al servizio farmaceutico (“curatores operis”), guardarobieri (“capsari”, destinati però prevalentemente alla tenuta della “capsa”, cassetta con bende e medicamenti ma addetti anche nei bagni pubblici), alla tenuta dei conti e dei registri medici per le forniture (“librari”); accanto a queste figure troviamo quella del “marsus”  (addetto alla cura dei morsi degli animali velenosi, in primis serpenti e scorpioni), del “seplasiarius” (responsabile delle scorte di unguenti), ecc..