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FUNGHI - MICOLOGIA

FUNGHI

Etimologia : il termine “fungo” deriva etimologicamente dalla voce verbale latina “fŭngus” [che a sua volta rimanda al greco σπόγγος o σφόγγος (spóngos o sphóngos) "spugna" e all'armeno sunk].
L’ordinamento sistematico dell’ultimo decennio - basato sulla filogenesi a seguito dell’avvento degli studi molecolari – si rivela più stabile ed obiettivo.
Comunque, indipendentemente da una loro definitiva classificazione (storicamente soggetta a vari cambiamenti) si può fare riferimento ai funghi come ad organismi – da unicellulari a complessi - privi di clorofilla.
Essi differiscono dalla maggior parte delle piante perché necessitano per vivere di sostanze già elaborate da altri esseri viventi, in quanto non in grado di elaborarle o di fabbricarsele da soli. Quello che si raccoglie come "fungo" è la fruttificazione, limitata e temporanea, di quella intricata ed invisibile rete di filamenti sotterranei chiamata micelio, che si può, pertanto, paragonare ad un albero, di cui il fungo costituisce il frutto. I singoli filamenti prendono il nome di ife miceliari, mentre un insieme di numerose ife viene detto micelio. Le ife, in definitiva, non sono altro che semplici successioni o moltiplicazioni lineari di cellule che possono, in teoria, allungarsi all'infinito, se non trovano ostacoli o limiti al loro proliferare. Quando si raggiungono fasci multipli di ife si può iniziare a parlare di vero e proprio micelio ed infine quando più miceli si fondono e si ingrandiscono, ci troviamo di fronte ai cosiddetti cordoni miceliari, già visibili ad occhio nudo. E' questo il momento in cui il micelio passa dalla fase vegetativa a quella riproduttiva: sui cordoni miceliari si formano ammassi simili a grossi grumi, ad abbozzi di funghi, chiamati talli, i quali crescendo prendono le forme tipiche con un gambo e cappello. Quando il carpoforo o "fungo" è completamente abbozzato avviene l'ultimo atto: il fungo dal sottosuolo buca il terreno e viene alla luce per terminare il suo sviluppo e maturare per poi arrivare al suo vero e proprio scopo, quello della riproduzione che avviene con la liberazione di milioni e milioni di spore, ovvero i semi della riproduzione fungina.

STRUTTURA E COMPOSIZIONE

La struttura dei funghi si rivela essenziale per l’assoluta mancanza di tessuti differenziati e di elementi conduttori. In alcuni organismi pluricellulari essa si organizza in strutture filamentose, dette ife o micelio primario.
A livello cellulare (nel mondo vegetale “parete cellulare”) ritroviamo al 60% la presenza di polisaccaridi lineari costituiti da molecole di glucosio unite insieme mediante legami glicosidici [detti per questo beta-glucani (β-glucani)] in associazione all’altro polisaccaride - detto “chitina” - in cui – a differenza della cellulosa – in ogni monomero è presente un gruppo di acetilammina al posto di un gruppo di idrossile al C2.
Analogamente agli animali, i funghi possono accumulare sostanze di riserva energetica (polisaccaridi di riserva) sotto forma di glicogeno, differentemente dai vegetali che utilizzano l'amido.

Il fungo è composto principalmente dal cappello e dal gambo.
Come altre parti, sue componenti, ricordiamo qui:
- la cuticola e le squame, che costituiscono il rivestimento esterno che ricopre il fungo e funzionano da protezione contro gli agenti esterni;
- il cappello, che può essere considerata come la "testa" del fungo e ha ben 14 forme diverse, che così di seguito riassumiamo:

1) Sferico-globuloso

2) Semisferico

3) Convesso

4) Umbonato-ottuso

5) Umbonato-acuto

6) Conico-ottuso

7) Ovoideo

8) Campanulato-conico

9) Cilindrico

10) Campanulato

11) Conico-acuto

12) Depresso al centro

13) Infundibuliforme

14) Ondulato

Le lamelle sono sottili lamine disposte a raggiera, sotto il cappello dei funghi, congiungenti il margine con il gambo. Le lamellule invece non raggiungono mai il gambo essendo più corte delle lamelle.
[Alcuni tipi di funghi – come ad es. la Clitocybe olearia - Omphalotus olearius (DC.) Singer, Pap. Mich. Acad. Sci. 32: 133 (1946) – hanno la caratteristica di emettere luce, illuminandosi per via delle lamelle bioluminescenti].
Esistono 6 diversi tipi di lamelle:

1) Biforcate

2) Ramificate

3) Anastomosate

4) Con lamellule

5) Fitte

6) Spaziate

Il gambo è una struttura che sostiene il cappello. E' costituito da una base che "spunta" dal terreno, e da un'apice che si inserisce nella parte inferiore del cappello. Esistono 11 tipi diversi di gambo:

1) Arcuato

2) Fusiforme

3) Radicante

4) Cilindrico

5) Attenuato alla base

6) Attenuato in alto

7) Clavato

8) Bulboso subsferico

9) Bulboso immarginato

10) Bulboso marginato

11) Bulboso turbinato

L'anello è sostanzialmente una membrana che di solito circonda il gambo. Le principali caratteristiche di un anello sono la consistenza (cioè se rigido oppure flaccido) e l'ampiezza (cioè se largo oppure stretto). Insieme agli altri elementi (lamelle gambo ecc.) è utile per riconoscere un fungo.

Il bulbo e la volva sono una membrana generale che avvolgono completamente il fungo da giovane (solo per alcune specie: Amanite, Volvaria). Come per alcuni altri elementi, esistono 5 diversi tipi di volva:

1) Volva membranacea a sacco

2) Volva membranacea inguinante

3) Volva membranacea circoncisa

4) Volva napiforme

5) Volva perlata

La spora è una cellula riproduttiva in grado di svilupparsi senza fecondazione. Sono visibili solo attraverso un microscopio e si dividono in due categorie: mitospore e meiospore. Senza il rilascio delle spore non è possibile la nascita di nuovi funghi.

 

Il micelio è l'apparato vegetativo dei funghi. Esso vive e si ramifica a circa 50 cm sottoterra; in condizioni adatte di temperatura ed umidità, la produzione di citoplasma diventa veloce e consistente, determinando un rapido accrescimento del micelio che può anche raggiungere i 6 millimetri all'ora. Successivamente, se persistono condizioni ottimali di temperatura ed umidità, il micelio dà origine al carpoforo (quello che noi erroneamente chiamiamo fungo). Effettivamente, il carpoforo rappresenta il frutto del fungo (che normalmente siamo abituati a vedere e a mangiare). Laddove invece il reticolo ovvero l’insieme dell’intreccio filamentoso costituente il micelio (le ife) costituisce il vero corpo del fungo stesso (detto Tallo).
Le ife – a livello cellulare - possono essere mono o polinucleate. Le cellule possono essere divise da setti, caratteristica distintiva di alcuni gruppi di funghi (Ascomiceti, Basidiomiceti e Deuteromiceti) rispetto ad altri (Zigomiceti).
A sua volta, il setto può essere:
-intero;
-senza poro;
-perforato (vale a dire con poro centrale) per consentire il passaggio del protoplasma e di organi cellulari;
-a barile o doliporo (solo in alcuni gruppi di Basidiomiceti) con poro circondato da un bordo costituito da fibre chitinose che arriva a formare una struttura cilindrica.