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FIOCHETTO Giovanni Francesco (1564 - 1642)

FIOCHETTO Giovanni Francesco

Giovanni Francesco Fiochetto (medico italiano, Vigone, Torino, 1564 – 1642).
Studiò medicina alla Sorbona di Parigi conseguendo successivamente la laurea a Torino. Qui, dopo un breve periodo di insegnamento universitario, divenne Archiatra presso la corte di casa Savoia e protomedico del loro ducato piemontese.
Come insegnante e pedagogo dei figli di Emanuele Filiberto, terzogenito del Duca Carlo Emanuele I di Savoia, frequentò la corte spagnola di Filippo III, secondo re di Spagna e diciannovesimo re del Portogallo e Algarve. Quindi, in qualità di medico dello stesso Emanuele Filiberto, lo seguì nei viaggi che quest’ultimo intraprese per i mari d’Europa e d’Africa. Al suo ritorno avrebbe trovato la peste ad accoglierlo.
Dopo alcune prime avvisaglie nel territorio di Susa (1627) ed in Francia, presso Lione (1629), nel 1630 la peste era andata infatti manifestandosi sotto forma di epidemia colpendo le maggiori città d'Italia e d'Europa. Per la sua notevole virulenza, era stata soprannominata “calamitas calamitatum”, “morbo nero” e “flagello nero”.
Il primo caso di peste a Torino è datato ad inizio anno, precisamente al 2 gennaio 1630, contestualizzato ad eventi bellici e diffuse carestie. L’intera casa Savoia si rifugiò a Cherasco. Fiochetto è il più famoso tra i vari medici che rimasero a Torino ed è conosciuto come “il medico della peste” per il suo intervento, tra il 1630 ed il 1631, consistente in una rigorosa disciplina sanitaria tra la popolazione torinese che avrebbe fatto scuola negli anni a venire. Per prima cosa cercò di combattere l’ignoranza e la superstizione della popolazione cercando di spiegare che il morbo non dipendeva da volontà divina (testualmente reciterà il suo libro, di cui pure diremo in seguito: “...Gli epidemj pestilenti composti sono, quando la peste...trova mutazione de’ tempi, corrottela, ò altra mala qualità nell’aria, ovvero qualche vizio comune, ò particolare negli alimenti...”). Nel 1631, una volta finita l’epidemia, anche col favore del freddo, raccomandò ai sopravvissuti di continuare a mantenere un’accurata igiene personale, le case arieggiate e di sterilizzare tutte le cose con cui fossero venuti in contatto.
Comunque ci sarebbero voluti quasi due secoli prima che la città piemontese raggiungesse il numero di abitanti precedente all’epidemia di peste.
Nel 1631 riportò questa sua drammatica esperienza in un trattato (“Trattato della peste, et pestifero contagio di Torino”, G. G. Tisna, Torino 1631) che sarebbe stato ristampato nel 1720 (durante la peste nera di Marsiglia del 1720-1722) sotto il titolo di “Trattato della Peste o sia contagio di Torino dell’anno 1630. Descritto dal protomedico Gianfrancesco Fiochetto Ed in questa seconda edizione in più luoghi corretto, ed accresciuto di alcuni ricordi salutevoli in occorrenza di peste; Aggiungetevi in fine varie notizie concernenti il morbo contagioso, che ora nella Provenza si va dilatando” (Torino, 20 Novembre 1720, Pier Giuseppe Zappata stampatore dell’Illustrissima Città). Il Trattato andava articolandosi in vari punti: Trattato I. Si descrive il morbo contagioso...Trattato II. Si adducono le cagioni della Peste,... Trattato III. Si additano i segni pronostici di Peste,... Trattato IV. Istruzione, e modo, col quale si dee procedere nel governo dello Stato, ... Trattato V. Ordini e cautele da osservarsi in occorrenza di peste. Trattato VI. Regole mediche ... nell’uso del mangiare, e bere, del sonno e della vigilia, del moto e della quiete, e delle passioni dell’animo. Si additano alcuni rimedi, e sacchetti preservativi. Trattato VII. Modo di curare...Dissertazioni sopra l’uso del Salasso, e Medicine solutive. Sudorifici commendati. Trattato VIII. Come...procedere nella purificazione delle Città, e Case, cose mobili, ed immobili....
Alcuni anni prima Ludovico Antonio Muratori aveva dato alle stampe il suo saggio “Del governo della peste e delle maniere di guardarsene. Trattato di L. A. Muratori, bibliotecario del duca di Modena diviso in politico, medico ed ecclesiastico”, B. Soliani, Modena 1714.
Tra le altre opere di Fiochetto, un trattato “Dell’astronomia e dell’astrologia” (conservato alla Biblioteca Nazionale di Torino) ed una biografia del principe Emanuele Filiberto di casa Savoia.
Nell’Archivio Storico del Comune di Vigone sono conservati documenti relativi al suo operato e alla sua esistenza.