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FILUMENO (III - IV sec. d.C.)

FILUMENO

Filumeno (in greco : Φιλούμενος ; in latino Philumenus) (medico greco, III-IV sec. d.C.).
Medico contemporaneo di Galeno. Fu autore di scritti medici, tra cui l’opera titolata “De venenatis animalibus eorumque remediis” (“Περὶ ἰοβόλων ζῴων καὶ τῶν ἐν αὐτοῖς βοηθημάτων”) facente parte della serie del Corpus Medicorum Graecorum , vol. 10, pt. 1, fasc. 1, pubblicata per estratti nell’edizione del 1908 a cura di M. Wellman (Berlino, Lipsia, ed. B. G. Teubner) su impronta di quanto rinvenuto nel 1907 nel Codice Vaticano (gr. 283).
Una citazione dell’opera di Filumeno é possibile rinvenirla nella raccolta “Collectiones Medicae” (VIII, 45) e nel libro “Synopsis ad Eustathium" (III, pp. 45, 49, VIII, 6, 8, 11, 17, pp. 121, 122, 123, 124) di Oribasio di Pergamo.
Altre citazioni di Filumeno le possiamo trovare in Alessandro di Tralles (VIII, 5, 8), Aezio di Amida e nell’enciclopedia Kitāb al-hāwī fī tibb o Continens Liber (جامع الكبير) del medico persiano Rhazes (Muhammad ibn Zakariya Razi) (ivi, vol. I).
Come si evince dal titolo, il libro di Filumeno tratta dei veleni, sulla base di quanto già precedentemente riportato da Nicandro di Colofone. Questi aveva descritto i sintomi del morso di alcuni ragni del genere “phalangia”: nel ragno c.d. “rhòx” provocava arrossamento degli occhi, brividi e progressivo intorpidimento. Come già Aezio di Amida ed Eutecnio, anche Filumeno (15, 6) riscontrò che in altri ragni, anch’essi del su citato genere, l’avvelenamento provocava inaspettatamente anche una tensione della pelle e delle parti genitali.
Ma alla Theriaká di Nicandro di Colofone Filumeno si riporta anche laddove riferisce del morso degli aspidi e del torpore che il loro morso provoca (in particolare dell’aspide che usa mordere, che provocò la morte della regina Cleopatra e tanto venerato dalla religione egizia, diverso dall’altra specie di aspide che sputa il suo veleno direttamente verso la vittima). In questi contenuti Filumeno tradisce anche il suo riportarsi e rapportarsi alle antiche medicine egizia e greca.
Claudio Eliano (165 d.C. ca. – 230 d.C. ca.) prese spunto dall’opera di Filumeno per il tredicesimo Libro della compilazione “Περὶ ζῴων ἰδιότητος” (“Sulla natura degli animali”), in diciassette libri.
Un’altra opera di Filumeno trattava delle malattie intestinali, i cui frammenti pervenutici risultano da una traduzione latina di cui al “Fragmentele latine ale lui Philumenus și Philagrius” (Cu un studiu introductiv referitor la autenticitatea textului grec al fragmentelor de Petre Mihaileanu) (Bucuresti, Inst. de arte grafice "Carol Göbl", 1910).
Un suo trattato “Sulla ginecologia” é andato disperso.
Una delle sue principali fonti fu Archigene di Apamea (I – II sec. d.C.) ma nei suoi scritti troviamo anche altre citazioni e spunti, tra cui quelle a Stratone di Lampsaco (335 a.C. - 269 a.C.) in riferimento alle modalità con cui ricorrere ad alcuni animali (toporagno) sia per preparare un cataplasma sul morso di animali velenosi sia somministrandolo direttamente - con apposite bevande - alle persone avvelenate.
Sulla base di quanto pervenutoci delle sue opere, é possibile annoverarlo tra gli appartenenti alla scuola eclettica, vale a dire tra coloro che, nell’ambito della medicina, cercarono di armonizzare in un’unica sintesi i principi propri delle altre dottrine.