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FILONIDE di Dyrrachium (I sec. a.C.)

FILONIDE di Dyrrachium

Filonide di Dyrrachium (in greco Θιλωνίδην Δυρρχηνόν) (medico greco,  Dyrrachium,  attualmente Durazzo, Albania, I sec. a.C.).
Nativo di Dyrrachium (antica Durazzo), si recò a Roma, dove, poco dopo i medici sicilioti Tito Aufidio e Nicone di Akragas, ebbe modo di approfondirsi sui principi della medicina di Asclepiade di Bitinia, il quale aveva posto le basi della scuola metodica.
Questa notizia ci perviene da Erennio Filone (64-141 d.C. ca.), citato da Stefano di Bisanzio (Steph. Byz. s.v. Δυρράχιον), il quale, parlando dei tre medici, usa il termine di “Άkουσταί” (uditori, discepoli) di Asclepiade. Nonostante ciò, alcuni studiosi hanno avanzato l’ipotesi che i tre medici, anziché discepoli del medico bitinico, possano invece essersi solo formati sui suoi scritti.
Ricordiamo qui che Asclepiade di Bitinia, rifuggendo dai rimedi empirici di cui si abusava all’epoca, con grave danno per i malati, tra cui i purganti, i vomitivi ed il salasso, propose invece cure "dolci", ben accette al suo pubblico. II suo principio era quello di salvaguardare il ritmo di vita del paziente, senza metodi bruschi, procedendo in modo rapido, sicuro e divertente nella cura delle malattie (tuto, cito et iucunde). I rimedi terapeutici si basavano su massaggi, bagni termali, passeggiate e musica, con il ricorso a farmaci o salassi solo in casi estremi. Tale scuola avrebbe poi avuto grande influenza su tutta la cultura medica romana.
Filonide di Dyrrachium venne lodato dal su citato Erennio Filone, il quale gli attribuì la paternità di ben 45 diversi libri sulla medicina [v. “Storia prammatica della Medicina di Curzio Sprengel – v. 2 – (Firenze 1840)]. Secondo alcuni studiosi invece [v. al riguardo il “Giornale di scienze lettere e arti per la Sicilia diretto dal Bar. V. Mortillaro” – vol. 71 -  (Palermo, 1840)] il Filonide citato da Erennio Filone sarebbe la stessa persona di un altro medico (quest’ultimo di origini siciliote). Ad avvalorare tale tesi, vengono citati alcuni medici antichi quali Dioscoride (il quale parla di un Filonide Siciliano da Etna), Galeno (il quale parla di un Filonide Siciliano) e Scribonio Largo (il quale parla di un Filonide di Catania). Nessuno di questi, però, sembra dire che questo Filonide fosse autore della su citata opera in 45 libri bensì di altri scritti. Gli unici ad affermarlo (pure citati nel Giornale del Mortillaro) furono l’Haller (“Bibl. Botanica” – t. I) e Johan Christian Fabricius nella sua “Biblioteca Graeca”. Tra altre fonti che parlano di Filonide Siciliano viene citato anche Daniel Leclerc (“Histoire de la médecine”, che nella prima edizione (1696) si occupava solo della medicina antica). In tale opera, però, sembra che il nome “Filonide” viene storpiato in quello di “Filomide”. Il Mortillaro, però, cita anche quanto afferma Carl Gottlob Kühn, secondo il quale il Filonide di Catania é altra persona dal Filonide di Dyrrachium.