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FILIPPO XEROS (ca. XI sec. d.C.)

FILIPPO XEROS

Filippo Xeros (ό ξeρός) (medico greco-calabrese, ca. XI sec. d.C.).
Insieme ad altri, tra i quali Costantino da Reggio ed Ursone di Calabria, ricopre un posto fondamentale nella cultura medievale della medicina calabrese. Accanto ad Eufemio Siculo, è inquadrato come appartenente alla c.d. Medicina greca dello Stretto.
Dalle "Notizie varie di Antica letteratura Medica e di Bibliografia” di Mons. Giovanni Mercati (Roma, 1917) risulta che lo possiamo ritrovare citato nel codice Vaticano 300 degli “Ephodia”. Tale codice venne probabilmente realizzato su commissione di Filippo già agli inizi dell’XI sec.. In esso Filippo Xeros vi compare apparentemente quale autore di ricette mediche e sembra parlare al figlio Niccolò, probabilmente anch’egli medico. Non è però possibile affermare con certezza se le postille che si trovano a margine del manoscritto siano o meno di mano autografa di Filippo Xeros o di uno scriba successivo.
Gli Ephodia appaiono come una specie di tavole entro cui vengono classificate varie ricette mediche. In tutti i manoscritti greci degli Ephodia il testo appare molto più esteso di quello dei manoscritti arabi e nella versione latina. Parecchie aggiunte sembrano derivare da medici quali Razes, Giovanni Damasceno ed Oribasio. In teoria le ricette riportate da Filippo potrebbero essere derivate da antichi testi arabi e greci. Comunque, né il manoscritto Vaticano né quelli Parig. 2239, 2241 e 2194 possono aiutare a chiarire i dubbi sull’esistenza di una scuola medica greca ed araba da inquadrare al tempo in cui visse Filippo.
La cultura medica greco-calabrese ebbe sicuramente forte influenza sulla Scuola Medica Salernitana.