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FICK Adolf Eugen (medico e fisiologo tedesco, 03.09.1829 - 21.08.1901)

FICK Adolf Eugen

Adolf Eugen Fick (medico e fisiologo tedesco, Kassel, Germania, 3 settembre 1829 – Blankenberge, Germania, 21 agosto 1901).
Prima di dedicarsi alla medicina, negli anni tra il 1847 ed il 1848 intraprese studi in fisica e matematica.
Nel 1851 si laureò in medicina presso l’Università di Marburgo iniziando, subito dopo, la dissezione dei cadaveri.
Nel 1855 introdusse la legge che prende da lui il nome di “Legge di Fick” sulla diffusione dei liquidi e dei gas, applicata successivamente anche nel campo della fisiologia e della fisica (pubblicata nel 1856 nel libro Die medizinische Physik).
Nel 1870 fu il primo a concepire il metodo per la misurazione della gittata cardiaca. Originariamente, tale metodo considerava come “organo” il corpo umano nella sua interezza laddove il marcatore era l’ossigeno. Con tali premesse e basandosi sui principi della sua legge della diffusione dei fluidi, poté affermare che la gittata ematica a un determinato organo potesse essere calcolata dividendo l’apporto di ossigeno per la differenza del contenuto di ossigeno del sangue aortico e sangue venoso misto.
Era quindi necessario conoscere:
- la quantità di sostanza marcatore adottata dall’organo considerato per ogni unità di tempo;
- la concentrazione di sostanza marcatore nel sangue arterioso affluente nell’organo;
- la concentrazione di sostanza marcatore nel sangue venoso che lasciava l’organo.
Lo stesso principio può essere usato anche in fisiologia renale per il calcolo del flusso ematico renale.
In tale caso, pur essendo i principi gli stessi, non viene misurato l’ossigeno bensì un marcatore derivato dall’acido ippurico (come l'acido amino ippurico).
Dopo un incarico di anatomia a Zurigo nel 1852 ed una cattedra di professore associato in anatomia e fisiologia, insegnò Medicina presso la Facoltà di Medicina a Wurzburg dal 1868 per oltre 30 anni.
Ammalatosi di tubercolosi nel 1879, si vide costretto ad emigrare in Sudafrica per curarsi; nel 1886 tornò in Germania.
Inventò il primo oftalmotonometro, per la misurazione della pressione intraoculare e nel campo dell’oftalmoscopia fece studi sulla percezione del colore e la misurazione dei fenomeni bioelettrici; nel campo della fisica molecolare studiò la teoria e l’origine del calore; notevoli le sue ricerche sulla fisiologia dei muscoli e degli organi sensoriali.
Il suo orientamento nella medicina fu sempre quello di spiegare i fondamentali dell’organismo umano sulla base delle leggi chimico-fisiche naturali.
La legge sulla diffusione molecolare dei gas che porta il suo nome (che afferma la proporzionalità tra velocità di diffusione e differenza di concentrazione molecolare – ovvero il gradiente di concentrazione) trovò applicazione nel campo della fisica nucleare nel calcolo del moto neutronico per diffusione (da una regione a densità più alta ad una regione a densità più bassa).