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FARAJ ben SALIM

FARAJ ben SALIM

Faraj ben Sālim (in arabo: فرج بن سالم‎) (in Occidente conosciuto anche col nome di Ferragut di Girgenti, Moses Farachi di Dirgent, Ferrarius o Franchinus) (medico e traduttore siciliano di origine ebrea, Agrigento, Sicilia, 1230 ca. – ? -).
Grande conoscitore e traduttore della medicina araba, venne assunto dal re di Sicilia Carlo I d’Angiò, del quale era medico personale, per tradurre in lingua latina alcune opere arabe di oggetto medico tra cui l’opera enciclopedica “al- Hawi” di al Razi, completata nel 1279 e pubblicata per la prima volta nel 1486 col titolo di “Continens”, unitamente ad un glossario del medesimo autore (In segno di riconoscenza Carlo d’Angiò fece miniare dal famoso Frate Giovanni da Monte Cassino un ritratto del traduttore sulla copia originale del manoscritto (attualmente conservato presso la Bibliothèque Nationale, Paris, n ° 6912).
Tra le sue traduzioni e compendi medici ricordiamo ancora:
-Il “De Ex-positionibus Vocabulorum seu Synonimorum Simplicis Medicinae”, che alcuni studiosi, tra i quali Moritz Steinschneider (1816-1907), suppongono faccia parte dell’opera “Continens" (ricordiamo qui che lo stesso Steinschneider ritenne di dover attribuire a Faraj ben Salim anche la traduzione latina del trattato del medico assiro Masawaih (Mesuè il Vecchio, Yuhanna ibn Masawayh) sulla chirurgia (Ms. attualmente conservato presso la Bibliothèque Nationale, Parigi, No. 7131) attribuita ad un certo “Ferrarius di Girgenti”;
-“De medicinis Expertis” [opera attribuita ad uno pseudo-Galeno (pubblicata a Venezia nel 1565, Giuntas ed a Parigi nel 1679, René Chartier)];
-Il “Tacuini Aegritudinum ac Morborum Corporis...” (“Talwim al Abdan”) di Ali ibn Jazla (completata nel 1280 e pubblicato a Strasburgo nel 1532);
-Il “Taqwim al-Sihhah”, l’opera a carattere enciclopedico più famosa di Ibn Buṭlān, che dopo la sua traduzione assunse il titolo di “Tacuinum Sanitatis” [il mantenimento (o letteralmente Sistema o Almanacco) della salute)];
-Il trattato Peri agm̄on (Περί αγμών) sulle fratture delle ossa attribuito ad Ippocrate (denominato in arabo “Kitab al-Jabr” ovvero Sul taglio delle ossa);
-altre traduzioni – andate perdute – di cui si ha traccia in citazioni riguardanti, tra altri, Eudemo di Rodi, Teofrasto ed alcuni filosofi presocratici;
-traduzioni di alcune opere del medico siriano Hunayn ibn Ishaq e probabilmente autore (sotto il nome di Mosè b. Solomon di Salerno) di un commento alla Guida di Maimonide.