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FABIOLA di Roma

FABIOLA di Roma

Fabiola (santa romana, .?., Roma, 27.12.399 d.C.).
Matrona romana, Fabiola discendeva dal nobile rango patrizio della gens Fabia, con due matrimoni alle spalle, di cui il primo risoltosi con un divorzio (nel rispetto del diritto romano, ma contro i dettami della Chiesa) ed il secondo con la morte del marito. Facendosi cristiana, entrando nella basilica Lateranense vestita di sacco venne accolta da papa Siricio e rinunziò ai suoi beni facendosi povera. Avendo fatto penitenza, tornò in piena comunione con la Chiesa ed insieme al senatore Pammachio costruì un Hospitium, lo xenodochio di Portus (oggi Fiumicino), per accogliere le persone più povere ed ammalate trovate per le strade, a favore delle quali distribuire tutte le proprie sostanze, prestando loro le attenzioni di una vera infermiera. Continuò poi la sua trasformazione facendo dono delle sue ingenti ricchezze a chiese, monasteri e congregazioni.
Tutto nacque dalla sua passione per la vita eremitica che le nacque leggendo un trattato sulla vita di Girolamo, che dal 385 si trovava in Palestina. Nel 394 Fabiola decise di raggiungerlo in Palestina, dove si dedicò allo studio delle Sacre Scritture. Essa aveva fatto tesoro della lettera di Girolamo scritta al monaco Eliodoro intorno al 376, in cui era elogiata la solitudine. Tornata a Roma nel 395, pur rimanendo laica, divenne un modello da seguire per il mondo monastico e per la gente comune di Roma e rimase comunque in contatto epistolare col suo maestro. Girolamo le indirizzò nel 397 una dissertazione sulle vesti sacerdotali ed a lei pure destinò, nel 400, il “Liber exegeticus de XLII mansionibus Israelitarum in deserto”. L’unica testimonianza biografica che ci rimanga è nella lettera di san Girolamo, precisamente l’Ep. LXXVII, indirizzata nel 400 al suo parente Oceano. Nella lettera ad Oceano così Girolamo sintetizza le virtù di Fabiola: "Laudem Christianorum, miraculum gentilium, luctum pauperum, solatium monachorum".
Morì nel 399 d.C. tra la commozione dell’intero popolo romano.
Fabiola deve la sua larga notorietà al famoso romanzo di Nicholas Patrick Stephen Wiseman, allora arcivescovo di Westminster e poi cardinale, intitolato “Fabiola or, the Church of the Catacombs” (“Fabiola ossia la Chiesa delle catacombe”, Londra 1855).
E’ venerata dalla Chiesa cattolica nella ricorrenza del 27 dicembre ed è la patrona di vedove, vittime di coniugi violenti e/o infedeli, divorziati. Il suo nome compare nei martirologi solo a partire dal XV secolo: non venne neanche incluso nella prima edizione del Martirologio Romano di Cesare Baronio (1583).