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EUSTOCHIO di Alessandria (III sec. d.C.)

EUSTOCHIO di Alessandria

Eustochio (in greco: Ευστοχἰου) di Alessandria (medico greco-romano, Alessandria d’Egitto, III sec. d.C.).
Fu discepolo e tra i più stretti amici del filosofo Plotino, che ebbe modo di conoscere negli ultimi anni della sua vita (Plotino morì nel 270 d.C.), tanto che molte delle sue notizie biografiche le ritroviamo ne “La vita di Plotino”, curata e pubblicata da Porfirio, allievo e biografo del filosofo.
Anche lui era noto come neo-platonico, al pari degli altri discepoli di Plotino.
Tra gli altri discepoli di Plotino, ricordiamo naturalmente Porfirio e gli altri medici: Zethos, di origine araba, che morì prima di Plotino, lasciandogli una somma di denaro e un po' di terra in Campania, dove il filosofo di Licopoli si era trasferito dopo che la malattia lo aveva colpito; Paolino, un dottore di Scitopoli, al quale Amelio di Etruria (il cui vero nome era Gentiliano) aveva appioppato il nomignolo di “Mikkalos” (“Miccalo” = “piccolino”, “goffo di mente”).

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Leggiamo:
"II .... Veramente, finché gli fui vicino, non si era manifestato ancora sintomo alcuno; ma, dopo che io feci vela per la Sicilia, le sue condizioni si aggravarono: a quanto me ne riferì Eustochio - l'amico che gli restò accanto sino alla morte - al mio ritorno a Roma, tanto  da togliere anche alla voce quel suo timbro vibrato ed armonioso: parlava rauco; la vista gli s'annebbiò; le mani ed i piedi gli si copersero di piaghe.
... Negli ultimi momenti di vita di Plotino, Eustochio dimorava allora a Pozzuoli e perciò giunse tardi - me lo raccontò lui stesso - al capezzale del suo maestro Plotino, il quale disse: “Vedi: t'ho aspettato per tutto questo tempo! Sto cercando di far risalire il divino che é in noi al divino che é nell'universo.”. E nel mentre un serpente sgusciò sotto il letto in cui giaceva e si nascose in un buco ch'era là nel muro: in quello stesso momento Plotino morì.
Si era alla fine del secondo anno del regno di Claudio ... e, come mi riferì Eustochio, Plotino aveva sessantasei anni; a quel tempo io mi trovavo a Lilibeo; Amelio in Apamea di Siria; Castricio a Roma; solo Eustochio gli fu accanto.”...
“VII. ... Tra i più stretti amici personali ci fu Eustochio di Alessandria, anch’egli medico, il quale, conosciuto da Plotino soltanto verso la fine della vita, n'ebbe costantemente cura fino alla morte; Eustochio si occupò soltanto delle dottrine plotiniche ed acquistò l'abito del genuino filosofo.”...
(da “La vita di Plotino” di Porfirio, II-VII).

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E pare che Eustochio si fosse così intensamente dedicato allo studio del “sistema filosofico plotiniano” da curare un’edizione dei suoi scritti [di cui ci è pervenuta notizia tramite uno scolio delle “Enneadi” (“'Εννεάδες”) / IV / Aporie sull’anima].
Riporta lo scolio: “έως τούτου εν τοἰς Ευστοχἰου τό δεύτερον Περἰ ψυχής καἰ ἦρχετο τό τρἰτον έν δέ τοἰς Πορφυρἰου συνάπτεται τά έξής τὦ δευτέρω.”.
Nel merito, gli studiosi – pur ammettendo che Eustochio sicuramente dovette essere in possesso dei testi del maestro Plotino - sembrano nutrire dubbi; dello stesso parere non sembra però Marie-Odile GOULET-CAZÉ, la quale, nel suo “Remarques sur l’édition d’Eustochius”, ne La vita di Plotino, ... Paris, Vrin, 1992 [p. 71-76], afferma che, se si vuole realmente sostenere la tesi dell’esistenza di una edizione pre-porfiriana dei testi plotiniani, questa non può che essere attribuita ad Eustochio [cfr. scolio in corrispondenza di Ennéade IV 4 [28], 29, 55; v. anche Henry e Frenkian, il quale ultimo pretende di dimostrare che la Praeparatio evangelica (Εὑαγγελικὴ προπαρασκευή) di Eusebio di Cesarea (265 – 340 d.C.) ci avrebbe tramandato la versione di Eustochio]. Sulla base di quanto precede, non sembrerebbe quindi fondata l’ipotesi di attribuire ad Amelius (Amelio di Etruria) la paternità di un’eventuale edizione pre-porfiriana. Ma, allo stesso tempo, lo studio ammette di non avere prove sull’esistenza di tale edizione pre-porfiriana - a cura di Eustochio – che, come sopra detto, sarebbe anche servita di riferimento ad Eusebio per le sue trascrizioni delle Enneadi.

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