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EURIFONTE di Cnido (V sec. a.C.)

EURIFONTE di Cnido

Eurifonte di Cnido (in greco : Εὐρυφῶν) (medico greco, Cnido, Caria, V sec. a.C.).
Originario di Cnido, al pari, tra altri, di Erodico, Ctesia, Crisippo ed Eudosso - insieme a Kos e Rodi uno dei più importanti centri culturali dell’intero Mediterraneo della civiltà ellenistica - vi si formò professionalmente venendo presto riconosciuto come uno dei più eminenti e celebrati rappresentanti della scuola medica ellenistica.

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“Όταν ο γιατρός ρωτήθηκε ποιός ήταν ο δάσκαλος του. Ο χρόνος απάντησε...”

In queste poche righe è racchiusa la saggezza di Eurifonte, uno dei più famosi medici dell’età ellenistico-ippocratica e dei primi rappresentanti dell’empirismo cnidiano. Egli attribuiva un’importanza fondamentale all’esperienza (“...il tempo è il maestro che forma...”) che da sola poteva plasmare un vero medico, anche se effettivamente bisogna ammettere che dall’osservazione immediata cui era strettamente legata l’arte medica derivò – almeno inizialmente – una scienza rozza, che prescriveva una molteplicità illimitata di rimedi alquanto incontrollati, taluni stranissimi; i tentativi di spiegazione si basarono su analogie meccaniche o formali in mancanza assoluta di una prognosi.
All'epoca, non tutte le scuole progredirono nello stesso modo. La scuola di Cnido, ad esempio, che verrà più volte criticata da Ippocrate, non era stata capace di procedere ad un’opera di categorizzazione sistematica delle varie patologie, di cui si poteva rinvenire solo un elenco disorganico nei templi di Asclepio, accanto a terapie dettate spesso dalla tradizione popolare. Il concetto di patologia era rimasto ancora piuttosto rudimentale ed anche la terapia era poco sviluppata. Va detto inoltre che la scuola di Cnido non tenne in alcuna considerazione la dietetica ed anche la terapia fu poco sviluppata preferendo anzi medicamenti dalla forte azione, quali purganti drastici come l’Elaterium, la Scammonea e la Coloquintide, il succo condensato del Cucumis Elaterium; ancora latte, siero e succhi di alcune piante (euforbio, elleboro come cardiotonico e diuretico) oltre ai semi di Daphne Mezereum, detti anche granelli cnidici, come revulsivo. Alcuni di questi medicamenti (tra cui il Coccus) sarebbero poi stati adottati anche dalla scuola di Cos.
La Scuola di Cnido, soprattutto con Eurifonte, aveva cercato di dare grande impulso allo studio dell'anatomia e della ginecologia. Non a caso la figura di Eurifonte sarebbe stata accostata all’introduzione di nuove tecniche e metodologie – tra cui lo sgabello ostetrico, successivamente ripreso da Ippocrate e Sorano - per venire in soccorso di partorienti in casi di distocia oppure nei casi in cui era consigliabile la tocolisi. E non a caso i suoi consigli medici li ritroviamo richiamati ed apprezzati nelle successive opere di ostetricia e ginecologia.
Al tempo di Ippocrate si ebbero ben due edizioni delle Sentenze (Galen.Commentar. in L. de vict. acut.), il che prova il progresso del lavoro degli autori, ma la sua povertà concettuale, ben lontana dal concetto ippocratico di arte medica (τέχνη ,téchne) si risolse spesso in una mera elencazione e classificazione “degli infiniti nomi delle malattie”: sette tipi di malattie della bile, dodici della vescica, quattro dei reni (più quattro con stranguria), tre tipi di tetano, tre tisi, quattro itteri, senza pertanto tenere in alcuna considerazione la figura del malato né procedere ad una teorizzazione dell’esperienza (Hippocrat. de diaet. acut. init.). Così le Sentenze si soffermarono su una semplice descrizione delle malattie, estratte dalle tavole votive, che derivavano da vari Asclepiadi del tempio di Cnido.
L’intera Scuola cnidiana - nonostante tra le sue fila annoverasse figure quali Eurifonte, Ctesia e, probabilmente, Erodico – dopo un secondo periodo caratterizzato da un netto progresso che l’aveva vista complementare a quella di Cos, divenne ben presto il bersaglio polemico del Regime delle malattie acute ippocratico e venne ben presto spegnendosi:  “Coloro che scrissero le cosiddette Sentenze cnidie hanno sì descritto correttamente ciò che soffrono i malati in ogni malattia e come qualcuna di esse si risolve: e fin qui, anche il non medico potrebbe scrivere correttamente se s'informasse bene presso ciascuno dei malati su ciò che egli ha sofferto; ma di ciò che il medico deve ancora sapere - né lo dice il malato - molte cose sono state omesse; e sono conoscenze diverse nei diversi casi, alcune anche importanti come sintomi. [...] A me piace invece che si ponga mente all'intera tecnica." (Sul regime delle malattie acute, 1-2).
La critica alla scuola di Cnido consisté nel fatto che le osservazioni empiriche non fossero congiunte in un quadro scientifico complessivo, che mettesse ordine alla varietà dei fenomeni con cui il medico si trovasse a confrontarsi.
La scuola ippocratica avrebbe posto al centro del suo interesse l’uomo: il momento logico (il loghismos, il ragionamento) doveva subentrare solo in un secondo momento privilegiando in un primo momento le sensazioni derivanti dall’osservazione dei segni e dall’esperienza.
Sulla sintesi di questi due momenti la scuola ippocratica avrebbe fondato nel tempo il suo successo.
Con la decadenza della scuola di Cnido, assistiamo all’eclissarsi dalla scena dei suoi massimi rappresentanti: Ctesia avrebbe servito alla corte del re persiano Artaserse II; di Erodico possiamo pensare che, dopo essere stato discepolo di Eurifonte a Cnido, si fosse successivamente trasferito a Cos insieme ad Eurifonte stesso per collaborare alla stesura del "Corpus Ippocraticum" e che abbia quindi esercitato in Grecia. Tutto il materiale accumulato dalla scuola cnidiana sarebbe quindi confluito nelle opere di Ippocrate o di ispirazione ippocratica. Direttamente ad Eurifonte ed Erodico si sarebbero riconnessi quindi gli autori di varie opere comprese nella “collezione ippocratica” (Malattie II, Affezioni interne, e poi tutto il gruppo dei trattati ginecologici). Alcuni autori ritengono, anzi, che fossero stati essi stessi, Eurifonte ed Erodico, gli autori di quei trattati [va poi detto che quest’Erodico fu molto probabilmente maestro di Ippocrate, al quale trasmise anche alcune conoscenze mediche di derivazione persiana e indiana (anche se in realtà va detto che non vi sono elementi bastevoli per affermare con sicurezza che questo Erodico di Cnido sia la stessa persona di Erodico di Leontini, fratello di Gorgia)].
D’altronde lo stesso Galeno (Comment. in Hippocr. " De Humor." i. prooem. vol. XVI. p. 3)  ricorda come vari autori attribuissero ad Eurifonte la paternità di opere comprese nella “Collezione Ippocratica” (“Corpus Ippocraticum”), rimandando espressamente al “Περὶ Διαίτης Ὑγιεινῆς” [lat. De diaeta salubri : Salubri Victus Ratione (Comment. in Hippocr. " De Rat. Vict. in Morb. Acut." 1.17. vol. XV. p. 455 / di cui ricordiamo qui il passo (par. IV / παρ. 4): “Οι τροφές πρέπει να παρασκευάζονται με σουσάμι, με σπόρους κι άλλους παρόμοιους καρπούς. Αν κι αυτές οι τροφές είναι λιπαρές, δεν πειράζει, διότι μπορεί κανείς να χορτάσει τρώγοντας λίγο.”)]. E ancora, rinviando all’opera “Περὶ Διαίτης” / “de Victus Ratione” (De Aliment. Facult. 1.1. V. VI. p. 473) e al “Περὶ Νούσων” / De Morbis (II L.) (come citato da Galeno: Comment. in Hippocr. " De Morb. Vulgar. VI." 1.29. vol. XVII. pt. i. p. 888), anche se generalmente considerata spuria.
Sorano d’Efeso (Vita Hippocr. in Hippocr. Opera, vol. III, p. 851) ci presenta Eurifonte come contemporaneo di Ippocrate, anche se in realtà Ippocrate era molto più giovane. Ma bisogna dire che né la rivalità tra le scuole cnidiana e di Coo né la differenza di età in realtà impedirono una stretta amicizia e collaborazione tra i due. Sorano ci presenta la figura di Eurifonte accostata a quella di Ippocrate, il prestigio della scuola di Cnido a confronto con la nascente figura dell’Asclepiade di Coo, in occasione di un consulto al capezzale di Perdicca II (452-414 a.C.), figlio di Alessandro I e re di Macedonia, gravemente malato. Nello stesso Sorano (De Arte Obstetr.) alcuni studiosi hanno riconosciuto nel richiamo al “de Natura Muliebri” del Corpus Ippocraticum un’attribuzione di paternità ad Eurifonte del trattato “Περὶ Γυναικείης Φύσιος”.
Rufo d’Efeso, Celio Aureliano e Galeno lo ricordano come uno dei primi ad avere effettuato dissezioni su animali [Celio Aureliano (de Morb. Chron. 2.10. p. 390) si spinge ad affermare che Eurifonte era a conoscenza della differenza tra le arterie e le vene e che il sangue era contenuto nei vasi sanguigni].
Infine, di Eurifonte è sopravvissuta la descrizione di un medico pronto a sperimentare nuove cure non medicinali ma anche di un chirurgo cruento, pronto e determinato ad approfondire l’osservazione della malattia ed a porvi rimedio anche ricorrendo in ultima analisi a sperimentazioni cliniche e ad interventi chirurgici e cauterizzazioni senza anestesia ma brutalmente efficaci. Ben lontano quindi dalla concezione puramente teorico-filosofica che della medicina avevano i primi iatrosofisti, continuamente alla ricerca delle soluzioni migliori che vedessero la scienza medica adattarsi incruentemente alle esigenze della speculazione filosofica.
Galeno (Comment. in Hippocr ".De Morb. volgare. VI". 1.29. V. XVII. pt. ip 886) lo dice autore dell’opera medica dal titolo “Κνίδιαι γνῶμσι”; una sua citazione la troviamo in un frammento degli scritti del poeta comico greco Platóne (V – IV sec. a.C.) così come preservato dallo stesso Galeno (Comment. in Hippocr. "Aphor". 7.44. V. XVIII. pt. ip 149). [Per quanto sopra detto, riguardo al richiamo ad una paternità cnidiana di alcune parti del Corpus Ippocraticum, non ci si può esimere dal riconoscere l’esistenza di un “nucleus” dell’opera ippocratica che tende a conciliare e teorizzare naturalmente in un unico progetto anche parti che parrebbero ad un’attenta lettura collezionate (come, ad esempio, rimandando nei vari manoscritti al περὶ τῶν ἔντος παθῶν / περὶ παθῶν / περὶ ἱερῆς νον́σου ( / νον́ς 1 ου / 1 ων ) / περὶ νούσων (??) / περὶ διαίτης (??) (add....περὶ ἐνυπνίων) / περὶ γυναικείων (??) (περὶ γυναικείης φύς 1 ιος). / . *περὶ τροφῆς / περὶ πτις 1 άνης / περὶ χυμῶν / περὶ ὑγρῶν χρής 1 ιος / e via dicendo...)].
A Cnido troveremo successivamente la figura di Erodico di Cnido, il quale, riportato inizialmente come discepolo nelle cose empiriche dell’anziano Acrone (Filadelfo Mugnos, indica “Creone”), sarebbe diventato ben presto il discepolo prediletto di Eurifonte, uno dei massimi rappresentanti della Scuola di Cnido insieme a Ctesia. Lo stesso Erodico, contemporaneo di Ippocrate, si ritiene possa aver collaborato insieme agli stessi Ctesia ed Eurifonte, che ne corresse l’ultima stesura, alla scrittura delle Sentenze o Precetti Cnidiani.