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EUFORBO

EUFORBO

Eufòrbo (in greco : Εὐϕορβος , in latino : Euphorbus) (medico botanico greco, I sec. a.C./I sec. d.C.).
Fratello di Antonio Musa, medico personale di Cesare Augusto a Roma, fu a sua volta medico alla corte di Giuba II, re di Numidia e poi di Mauritania (come, tra altri, riferisce Girolamo Tiraboschi, Tomo X, “Storia della letteratura Italiana, Roma, MDCCXCVII).
Come il fratello, fu discepolo di Asclepiade di Bitinia e la sua fama di botanico si diffuse anche a Roma, tanto che Plinio il Vecchio dedicò a lui ed al re Giuba II un paragrafo della sua Naturalis Historia a riguardo della pianta dell’Euphorbia:
“...iunctam Aethiopum gentem, quos Perorsos vocant, satis constat. Iuba Ptolemaei pater, qui primus utrique Mauretaniae imperitavit, studiorum claritate memorabilior etiam quam regno, similia prodidit de Atlante, praeterque gigni herbam ibi euphorbeam nomine, ab inventore medico suo appellatam. cuius lacteum sucum miris laudibus celebrat in claritate visus contraque serpentes et venena omnia privatim dicato volumine. et satis superque de Atlante.”
“...Giuba padre di Tolomeo...riguardo all’Atlante...(tramandò notizie)...che qui nasce un’erba chiamata “Euforbia”, dal medico che la scoprì (Euforbo). Il cui succo latteo celebra con lodi di ammirazione nella chiarezza della vista e contro (il morso velenoso del) le serpi ed i veleni tutti, avendo dedicato un proprio volumen (rotolo) ...” [Plinio, N.H., V (Geografia dell'Africa, Medio Oriente, Cappadocia, Regno d'Armenia, Cilicia), 1,1, § 16.].
Plinio riferisce, quindi, che Euforbo scoprì e descrisse la pianta dell’”Euphorbia”, sfruttandone le particolari proprietà terapeutiche nella preparazione delle sue pozioni e scrivendo che questa era un potente lassativo. Sulle proprietà terapeutiche specifiche di questo genere di piante, velenose e resinose, si approfondì anche il re Giuba II, che si dice abbia scoperto il potenziale tossico e curativo della sua linfa bianca e lattiginosa. Giuba II, studioso e mecenate degli scienziati e degli artisti, dedicò a tali piante anche alcuni suoi scritti e in onore del suo medico personale Euforbo, nomò la pianta da quest’ultimo scoperta e descritta col nome di Euforbia, anche in risposta al fatto che Cesare Augusto aveva eretto una statua in onore del medico Antonio Musa [vogliamo qui ricordare come il re Giuba avesse scritto molte opere scientifiche anche nel campo della storia naturale e come un genere di piante dell’Euforbia (attualmente Euphorbia obtusifolia), trovato nell’Alto Atlante, fosse poi stato chiamato in suo onore “Euphorbia regisjubae” (“Euphorbia del re Giuba”) mentre sempre in suo onore, dopo di lui, sarebbe stata chiamata la palma del genere Jubaea)]. Sembra anche che il medico Euforbo avesse usato la resina di tali piante per curare alcuni disturbi allo stomaco del suo re.

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