Crea sito

Esina - botanica

ESINA

Etimologia : dal prefisso greco ἔξω , exó “esterno, fuori”.
Strato più esterno, ispessito, della parete del granulo pollinico nelle Angiospermae, costituito prevalentemente da una sostanza di natura politerpenica detta sporopollenina [con formula C90H129O12(OH)15], che ha la funzione di ridurre al massimo l’evaporazione rendendo il granulo pollinico stesso resistente al calore e che viene prodotta dalle cellule secretrici dello strato del tappeto plasmodiale o dal periplasmodio dell’antera.
Il botanico svedese Otto Gunnar Elias Erdtman (1897-1973) riuscì a definire esattamente quella che era la stratificazione e la struttura della parete pollinica: l’esina che comprendeva esternamente la sexina e la nexina al suo interno. A sua volta, la sexina era formata da uno strato più esterno (ectosexina) e più in basso dall’endonexina; erano invece tre gli strati che formavano la nexina.
Secondo la palinologia del botanico norvegese Knut Fægri (1909-2001), troviamo invece nella stratificazione dello sporoderma (la parete del granulo pollinico) strati diversi: ossia esternamente l’esina, la ektexina all'interno e l' endexina alla base. In tale struttura, la sexina risulta formata da “columellae” sorreggenti un “tectum”.
In alcuni punti, i c.d. pori, lo strato di esina risulta sottilissimo, in alcune parti assente.
Prevalentemente sull'esina e sui pori sono presenti anche enzimi, proteine e glicoproteine con la funzione di far riconoscere il granulo pollinico dalla parte femminile del fiore.
Spesso la sua superficie appare arricchita da piccole escrescenze, processi spiniformi, reticolazioni, aculei, lamelle, verruche.
In altre piante (Pteridophytae e Briophytae) l’esina costituisce lo strato medio dello sporoderma.