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ERODICO di Leontini (o ERODICO di Cnido)

ERODICO di Leontini (o ERODICO di Cnido)

Erodico (in greco ‛Ηρόδικος) di Leontini o di Cnido (medico greco, nato a Leontini, Sicilia, V sec. a.C.).
L'antica "Leontini", città natale di Erodico, fu fondata nel 730 a.C. da coloni Calcidici provenienti da Nasso (la prima cerchia muraria risale al VII - VI sec. a.C.). Divenuta popolata e ricca per il suo vasto e fertile territorio, fu presa di mira da Ippocrate, tiranno di Gela, che nel 498 a.C. se ne impadronì e la distrusse. Venne ricostruita e ancora distrutta nel 424-422 a.C., durante la guerra civile.
Continuamente sotto il dominio siracusano, accolse gli abitanti di Catania e di Nasso espulsi dalle loro città, per volere di Gerone re di Siracusa.
Al riguardo citiamo : “… in Sicilia i Leontini, coloni Calcidesi  affini agli Ateniesi, si trovarono ad essere assaliti dai Siracusani : travagliati dalla guerra e a causa della superiorità dei Siracusani, rischiando d'esser sottomessi con la forza, inviarono ambasciatori ad Atene, ritenendo che il governo popolare dovesse mandare al più presto aiuti per salvare la loro città dal pericolo. Era a capo dell'ambasceria l'oratore Gorgia, che per potenza oratoria superava di molto i suoi contemporanei….(che), arrivato dunque ad Atene, ed ottenuto di parlare dinanzi al popolo, tenne un discorso agli Ateniesi sull'opportunità dell'alleanza, e per l'originalità del suo linguaggio sbalordì gli Ateniesi, gente raffinata e colta in fatto di lingua…  Alla fine, dopo aver persuaso gli Ateniesi ad allearsi coi Leontini ed aver riscosso l'ammirazione di Atene per la sua arte oratoria, fece ritorno a Leontini."  [Diodor. XII 53, 1-5 (arconte Eucles,10*427)].
E’ plausibile pensare che allora, come già altri medici della Sicilia e della Magna Grecia (tra i quali Acrone, Icco di Taranto, Empedocle e Democede), Erodico fosse partito dalla sua città in pericolo, forse anche insieme al fratello Gorgia, per dirigersi verso la Grecia, con l’intenzione di continuare, per un verso, anche la tradizione dei periodeuti, già propria dei medici vaganti della Scuola Medica di Cnido del V secolo a.C..
Le prime Scuole Mediche erano nate in Magna Grecia, a Crotone, ed in Sicilia. Ma le Scuole Mediche più conosciute e famose nel V sec. a.C. erano quelle greche di Cnido e di Cos. Pur essendo separate solo da poche decine di chilometri, queste ultime due avevano sviluppato però approcci diversi alla terapia medica.
Riportato inizialmente come discepolo nelle cose empiriche dell’anziano Acrone (Filadelfo Mugnos, indica “Creone”), Erodico divenne ben presto il discepolo prediletto di Eurifonte, uno dei massimi rappresentanti della Scuola di Cnido insieme a Ctesia. Contemporaneo di Ippocrate, si ritiene possa aver collaborato insieme agli stessi Ctesia ed Eurifonte, che ne corresse l’ultima stesura, alla scrittura delle Sentenze o Precetti Cnidiani.
Il prestigio e la rivalità a un tempo delle due scuole mediche si evince (nella misura in cui lo si consideri attendibile) da un racconto di Sorano, il quale narra che al capezzale di Perdicca, re di Macedonia, furono chiamati a consulto sia Eurifonte che lo stesso Ippocrate. Lo stesso Ctesia pare abbia polemizzato con Ippocrate circa la sua pretesa di curare definitivamente la lussazione dell’anca, che lui giudicava non fattibile.
La Scuola di Cnido, soprattutto con Eurifonte, dette grande impulso allo studio dell'anatomia e della ginecologia ma il concetto di patologia era ancora piuttosto rudimentale ed anche la terapia era poco sviluppata. Al tempo di Ippocrate si ebbero ben due edizioni delle Sentenze (Galen.Commentar. in L. de vict. acut.), il che prova il progresso del lavoro degli autori, ma la sua povertà concettuale, ben lontana dal concetto ippocratico di arte medica (τέχνη ,téchne) si risolse spesso in una mera elencazione e classificazione “degli infiniti nomi delle malattie”: sette tipi di malattie della bile, dodici della vescica, quattro dei reni (più quattro con stranguria), tre tipi di tetano, tre tisi, quattro itteri, senza pertanto tenere in alcuna considerazione la figura del malato né procedere ad una teorizzazione dell’esperienza (Hippocrat. de diaet. acut. init.). Così le Sentenze si soffermarono su una semplice descrizione delle malattie, estratte dalle tavole votive, che derivavano da vari Asclepiadi del tempio di Cnido. Si cercò allora di legare strettamente la medicina all'osservazione immediata: ne derivò un’arte empirica, rozza, che prescriveva una molteplicità illimitata di rimedi alquanto incontrollati, taluni stranissimi; i tentativi di spiegazione si basarono su analogie meccaniche o formali in mancanza assoluta di una prognosi. La scuola di Cnido non tenne in alcuna considerazione la dietetica ed anche la terapia fu poco sviluppata preferendo anzi medicamenti dalla forte azione, quali purganti drastici come l’Elaterium, la Scammonea e la Coloquintide, il succo condensato del Cucumis Elaterium; ancora latte, siero e succhi di alcune piante (Euforbio, Elleboro come cardiotonico e diuretico) oltre ai semi di Daphne Mezereum, detti anche granelli cnidici, come revulsivo. Alcuni di questi medicamenti (tra cui il Coccus) vennero adottati anche dalla scuola di Cos. Dopo un secondo periodo caratterizzato da un netto progresso che l’aveva vista complementare a quella di Cos, l’intera Scuola cnidiana divenne ben presto il bersaglio polemico del Regime delle malattie acute ippocratico e si spense:  “Coloro che scrissero le cosiddette Sentenze cnidie hanno sì descritto correttamente ciò che soffrono i malati in ogni malattia e come qualcuna di esse si risolve: e fin qui, anche il non medico potrebbe scrivere correttamente se s'informasse bene presso ciascuno dei malati su ciò che egli ha sofferto; ma di ciò che il medico deve ancora sapere - né lo dice il malato - molte cose sono state omesse; e sono conoscenze diverse nei diversi casi, alcune anche importanti come sintomi. [...] A me piace invece che si ponga mente all'intera tecnica." (Sul regime delle malattie acute, 1-2).
La critica alla scuola di Cnido consisté nel fatto che le osservazioni empiriche non fossero congiunte in un quadro scientifico complessivo, che mettesse ordine alla varietà dei fenomeni con cui il medico andasse a confrontarsi.
La scuola ippocratica avrebbe posto al centro del suo interesse l’uomo: il momento logico (il loghismos, il ragionamento) doveva subentrare solo in un secondo momento, privilegiando in un primo momento le sensazioni derivanti dall’osservazione dei segni e dall’esperienza.
Sulla sintesi di questi due momenti la scuola ippocratica avrebbe fondato nel tempo il suo successo.
Con la decadenza della scuola di Cnido, assistiamo all’eclissarsi dalla scena dei suoi massimi rappresentanti: Ctesia avrebbe servito alla corte del re persiano Artaserse II; su Erodico possiamo pensare che, dopo essere stato discepolo di Eurifonte a Cnido, si sia trasferito a Cos insieme ad Eurifonte stesso per collaborare alla stesura del "Corpus Ippocraticum" e che abbia quindi esercitato in Grecia. Tutto il materiale accumulato dalla scuola cnidiana sarebbe quindi confluito nelle opere di Ippocrate o di ispirazione ippocratica. Direttamente ad Eurifonte ed Erodico si riconnessero quindi gli autori di varie opere comprese nella “collezione ippocratica” (Malattie II, Affezioni interne, e poi tutto il gruppo dei trattati ginecologici). Alcuni autori ritengono, anzi, che fossero stati essi stessi, Eurofonte ed Erodico, gli autori di quei trattati. Pare che Erodico sia stato anche maestro di Ippocrate e che gli abbia trasmesso anche alcune conoscenze mediche persiane ed indiane.
Erodico quindi professò la sua arte medica in Grecia, dove viene citato dal fratello Gorgia nell’esercizio dell'arte medicamentosa e chirurgica, di taglio e di cauterizzazione. ("Gorgia figlio di Carmantida, da Leontini, oratore, scolaro di Empedocle… fu fratello del medico Erodico.", SUDA, 82.A.2).
Questo Erodico fratello di Gorgia, medico, non è il celebre medico Erodico di Megara (conosciuto come Erodico di Selimbria), citato da Platone in Protagoras 316e e in Respublica in 406a-b. D'altronde, la figura del medico che vaga a distribuire medicamenti vari, ad incidere chirurgicamente e a cauterizzare poco si confa alla figura del medico-ginnasta impersonata da Erodico di Megara.
Galeno ci dice che fosse nativo di Leontini insieme a Gorgia.
A comprovarci questa parentela ci soccorre un testo platonico: “ [Cherefonte a Polo:] "Se per caso Gorgia fosse versato nell'arte di suo fratello Erodico [la medicina], quale nome dovremmo giustamente dargli? Non lo dovremmo chiamare precisamente col nome con cui chiamiamo quell'altro?" [POLO:] "Certamente." [CHEREFONTE:] "Dunque, faremmo bene a dire che egli è medico." (PLAT. Gorg. 448 B).
E ancora: [Gorgia, Γοργίας:] “M’è capitato spesso d’andare con mio fratello o con altri medici da qualche ammalato che non voleva bere la medicina, o farsi tagliare o cauterizzare dal medico; e mentre questi non riusciva a persuaderlo, ci riuscii io, con nessun’altra arte che con la retorica.”) (Platone, Gorgia, 450b). Anzi, in un altro passaggio aggiunge che se si presentassero un retore e un medico davanti all'assemblea per un posto di medico pubblico, sarebbe il retore a spuntarla!.
Possiamo inquadrare tale esercizio della professione medica datandolo alla stesura dell’opera platonica del Gorgia; in 503c2 vi si menziona la recente morte di Pericle (429 a.C.), in 470d la presa di potere di Archelao I di Macedonia è avvenuta "solo l'altro giorno" (413 a.C.), mentre in 473e c'è un'allusione al processo seguito alla Battaglia delle Arginuse (403 a.C.). Ricordiamo ancora che Gorgia nacque a Leontinoi nel 485-483 a.C. e morì a Larissa all'incirca nel 375 a.C..


**Nota: non vi sono elementi per affermare con sicurezza che questo Erodico di Cnido sia la stessa persona di Erodico di Leontini, fratello di Gorgia.