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ERACLIDE di Eritrea (III-II sec. a.C.)

ERACLIDE di Eritrea

Eraclide di Eritrea (medico, III-II sec. a.C.).
Detto anche Eraclide Eritreo, fu discepolo della scuola alessandrina erofilea e commentatore di opere ippocratiche.
Con Erofilo ed Erasistrato s’era avuta un’evoluzione del pensiero medico ippocratico. La medicina ellenistica di Erofilo e successivamente di Erasistrato di Coo era andata completando il sistema ippocratico e si era caratterizzata sin dalla sua nascita per il metodo dogmatico razionale posto alla base della metodologia medica e della stessa sperimentazione anatomica e fisiologica, basate sulla dissezione del corpo umano.
Caratteristiche distintive di tale metodologia erano state l’indipendenza da ogni particolare credo religioso o corrente filosofica, la formulazione di un linguaggio consono alla sperimentazione clinica e la netta distinzione tra attività di ricerca ed attività professionale.
Per suo canto, Eraclide di Eritrea – al pari di altri medici, tra i quali Senofonte (,) Apollonio e Andrea di Caristo (Andrea l’erofileo) - apportò nuovi contributi alla scuola anatomica di Erofilo ed Erasistrato: “Le scuole d’Erasistrato e d’Erofilo seguitarono ad illustrare la scienza promossa da’ loro maestri; e Senofonte (,) Apollonio, Eraclide Eritreo, Andrea Caristio ed altri medici di quelle scuole nuovi lumi apportarono all’anatomia. Ma non tardo guari a raffreddarsi questo lodevole ardore: rare furono le sezioni de’ corpi umani, ed i più dotti e diligenti medici si contentavano d’imparare da’ libri la costituzione del nostro corpo senza ricercarla in se stessa con dispiacevoli operazioni e con viste schifose.” (Giovanni Andres, “Dell’origine, progressi e stato attuale di ogni letteratura” – T. VI – Pisa, presso Niccolò Capurro, MDCCCXXIX).
Daniele Le Clerc, nella sua Storia della Medicina... – Tomo II – (Napoli, stamperia di V.zo Manfredi, MDCCLXII), ne parla come di un discepolo di Crisermo di Corinto, citandolo con le seguenti testuali parole: “Eraclide Eritreo fu discepolo del precedente (leggi: “Crisermo”). Non vi é alcuna cosa di particolare da avvertirsi di lui, né di Aristossene citato da Galeno; fuori che l’uno, e l’altro avevano somigliantemente scritto del polso, e che ciascuno di essi; come ancora Crisermo ne aveva dato delle definizioni.”.
E ancora: “Apollonio soprannomato Mus, ovvero Sorce era (*Strabone Lib. IV.) concittadino, e condiscepolo di Eraclide, di cui é detto. Egli avea scritto, al par di Bacchio, ed altri Erofiliani, varj libri intorno alla Setta di Erofilo, ed altri molti Della Composizione de’ Medicamenti. Strabone aggiugne nel luogo citato, che Apollonio, ed Araclide Eritreo, eran vivuti a suo tempo, cioé che avrebbe egli potuto vederli, quantunque di lui assai più vecchi si fossero.”. Ed infine: “Noi abbiam rassegnato innanzi Callimaco tra’ Glosatori d’Ippocrate (*v. ...part. III. Lib. II. Cap. III....). Dioscoride Foca si era travagliato nel medesimo affare; come ancora una parte degli Erofilei da noi nominati, siccome Zeussi, Eraclide Eritreo, e Bacchio.”.