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ELIODORO

ELIODORO

Eliodoro (in greco Ηλιόδωρος , Heliodoros; in latino Heliodorus) (medico greco, II sec. d.C.).
Probabilmente di origine egiziana, fu famoso chirurgo ed esercitò a Roma, dove, sulla scia di Erodoto, aderì alla scuola pneumatica.
Pare avesse elaborato un collirio e Galeno lo cita a proposito di un preparato escarotico contro le piaghe dei tessuti.
In ambito ortopedico alcuni frammenti delle sue opere giunti sino a noi ci parlano di come operasse in primo luogo le fratture delle ossa del cranio, che risolveva con un’apposita metodologia in situ, ma anche le patologie delle ossa del cranio (tra cui la calvaria), le lesioni e le ferite al capo, i rigonfiamenti localizzati a livello osseo, l’alopecia, la carie, le amputazioni ossee degli arti, la cura per arrestare le emorragie, ecc..
I su citati frammenti furono raccolti dal medico Antonio Cocchi (1695 – 1758) nel suo “Graecorum chirurgici libri Sorani vnus de fracturarum signis Oribasii duo de fractis et de luxatis e collectione Nicetae ab antiquissimo et optimo codice florentino descripti conversi atque editi ab Antonio Cocchio...” (Firenze - ex Typographia Imperiali – 1754).
Il medico Guido Guidi (ovvero Vidius Vidius) (1500 ca. - 1559) lo cita in un commentario a Galeno e tradusse un compendio di Oribasio del trattato sulle legature chirurgiche di Eliodoro e le macchine chirurgiche. Difatti una sua citazione la troviamo nelle opere di Oribasio relativamente ad un trattato di chirurgia in cinque libri che tratta anche degli strumenti adoperati da Eliodoro e dai chirurghi del suo tempo. I seguaci di Eliodoro, tra i quali lo stesso su citato Oribasio, fecero tesoro della sua metodologia nell’applicazione delle fasciature.
Un’altra citazione la troviamo nella VI Satira di Giovenale (“...sunt quas eunuchi inbelles ac mollia semper oscula delectent et desperatio barbae et quod abortiuo non est opus. illa uoluptas summa tamen, quom iam calida matura iuuenta inguina traduntur medicis, iam pectine nigro. ergo expectatos ac iussos crescere primum testiculos, postquam coeperunt esse bilibres, tonsoris tantum damno rapit Heliodorus.”).
A titolo di mera citazione, ricordiamo qui che un codice in materia ortopedica, esistente presso la Biblioteca Laurenziana di Firenze, contiene una cinquantina di testi medici (tra cui alcuni riferentisi a Galeno, Asclepiade, Sorano d’Efeso e anche allo stesso Eliodoro).