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Elio Promoto di Alessandria

ELIO PROMOTO di Alessandria

Elio Promoto di Alessandria (in latino Aelius Promotus) (in greco Αίλιος Προμωτος) [medico alessandrino, I sec. a.C. ( ? ) ].
Poco o nulla di certo si sa della sua vita se non che visse, probabilmente, nel periodo compreso tra Adriano e Pertinace. Al riguardo, Jean-Baptiste-Gaspard d'Ansse de Villoison (1750 – 1805),  nel suo “Anecdota graeca (e regia Parisiensi et e Veneta S. Marci bibliothecis deprompta, Venezia, 1781) suppone che egli sia vissuto sotto Gneo Pompeo Magno (106 – 48 a.C.). La stessa notizia la ritroviamo, però, anche in Antonio Possevino (1533 – 1611). Altri suppongono, invece, che la sua esistenza possa essere inquadrata in un periodo molto più antico. Al riguardo, Johann Ludwig Choulant (1791 – 1861), nel suo “Handbuch der Bücherkunde für die ältere Medizin” (II ed., Leipzig, 1840) avanza l’ipotesi che egli possa aver vissuto al massimo nella seconda metà del I sec. a.C..
In Galeno (“De Compositione Medicamentorum Secundum Locus”, vol. XII) troviamo un accenno ad un certo medico di nome Aelius che si pensa possa corrispondere ad Aelius Promotus.
Gli viene attribuita la scrittura di diverse opere greche che Kühn ha dato ad intendere fossero incluse nella sua Collezione di scrittori medici greci. Secondo quanto ebbero ad affermare il Gessnes ed il Tiraqueau, le sue opere si trovavano conservate in varie Biblioteche italiane. Alcuni suoi scritti attribuiti a lui si trovano attualmente in alcuni manoscritti nelle Biblioteche di Venezia, Roma, Leida e Parigi (anche se non è possibile garantire con certezza che appartengano tutti a lui). Alcuni estratti della sua opera principale (“Δυναμερόν”, Dynameron, in latino “Medicinalium Formularum Collectio”) sono stati inseriti dall’editore C. G. Kühn nel suo “Additamenta ad Elench. Med. Vet. a J.A. Fabricio” in "Bibl. Gr." Exhib. (Lipsia, 1626), e da Giovanni dalla Bona (1712 – 1786) nel suo “Tractatus de Scorbuto” (Verona, 1761 – L.III – cap. VII, e succ. 1765). A G. dalla Bona le parti dell’opera (c. 80 e c. 117) che trattavano dei morbi dei denti e delle gengive erano state trasmesse dal suo amico veronese Antonio Bongiovanni, che aveva provveduto a tradurle dal greco al latino.
Al termine greco “Δυναμερόν” Charles du Fresne, signore du Cange (1610-1688), nel suo “Glossarium mediae et infimae graecitatis, 1688, 2 vol. in-folio.” (L. Favre, 1883-1887), al di là del significato che assume nell’opera, aveva attribuito il significato di “vis, virtus”.
Detta opera di Aelius Promotus venne pubblicata, nella sua interezza, da Daria Crismani nel 2002 [“Elio Promoto Alessandrino, Manuale della Salute”, a cura di Daria Crismani (Hellenica 9), Alessandria 2002]. Come si può appurare dall’opera, anche le ricette di Promoto erano a base di erbe (come quando, alla p. 44, 8 sgg., presenta una lozione “Per capelli ruvidi, ribelli ed aridi.” E raccomanda: “Dopo aver triturato molto bene del perdicio, làvati frequentemente e, dopo aver unito il succo dell’erba con olio, ungiti: è di aiuto per †…†; è stato sperimentato” (trad. D. Crismani). In altre parti di quello che appare un vero e proprio prontuario non solo per varie affezioni ma anche per inestetismi (come quello su citato della caduta dei capelli ma anche, ad esempio, per le impurità della pelle) troviamo ricette del medico alessandrino contro le più svariate patologie che, anche se rivendicate come frutto della propria esperienza personale e professionale, rievocano il suo assiduo contatto con la medicina greca tradizionale (precisamente Ippocrate ma anche autori successivi quali Oribasio, Alessandro di Tralles, Aezio e Galeno). E da quanto è possibile leggere nell’introduzione ad un manoscritto che si trova nella Biblioteca di S. Marco in Venezia, lo stesso Promoto garantisce la bontà e la sicurezza dei suoi rimedi, sperimentati dopo una pratica di molti anni.
Nel 1995 venne pubblicato il Trattato “Sulle bestie velenose ed i farmaci velenosi”, attribuito ad Aelius, con commento a cura di Sibylle Ihm [Der Traktat “Περὶ τῶν ἰοβολῶν θηρίων καὶ δηλητηρίων φαρμάκων” des sogenannten Aelius Promotus (“Peri tōn iobolōn thēriōn kai dēlētēriōn pharmakōn”) (Serta Graeca 4. Wiesbaden : Dr. Ludwig Reichert Verlag , 1995 – 169 pp.) in Society for Ancient Medicine Review, 23 (1995). Il Trattato (“del cosiddetto Aelius Promotus”) è stato riconosciuto in tre manoscritti e si compone di due parti principali: nella prima parte viene trattato il tema degli avvelenamenti causati da vari animali tramite morso o puntura; nella seconda parte vengono trattati gli avvelenamenti causati dall’ingestione di piante, animali o di sostanze di origine minerale.
Ogni capitolo (in totale 79) in cui è articolata l’opera è dedicato alla trattazione di un animale, una pianta o una sostanza tossica e in essi si parla anche della natura del veleno, dei sintomi da avvelenamento e dei vari rimedi.
Menzione di altre due sue opere le ritroviamo in Girolamo Mercuriale (Hieronymus Mercurialis) (1530 – 1606) nel suo “Variarum lectionum, in medicinae scriptoribus & aliis”, L. sex (1598) e “De venenis, et morbis venenosis tractatus locupletissimi” (Venezia, 1588). Ma anche in Otto Hermann Eduard Schneider (1815 – 1880) in “Nicandrea. Theriaca et Alexipharmaca recensuit et collegit, commentationes addidit” (Leipzig, 1856). Fu lo stesso Mercuriale, poi, ad affermare che il libro di Aelius che tratta “de’ veleni, e de’ rimedi velenosi” si trovava nella Biblioteca Vaticana.