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EFREM il Siro

EFREM il Siro

Efrem il Siro (in siriaco: ܐܦܪܝܡ ܣܘܪܝܝܐ, Aphrêm Sûryāyâ ; in arabo: أفرام السرياني; in greco: Ἐφραίμ ὁ Σῦρος, Ephraim Syros; in latino: Ephraem Syrus) [teologo, poeta ed esegeta, Nisibis / Nisibi, antica città mesopotamica (successivamente rifondata col nome di Antiochia Mygdonia), attualmente in Turchia , 306 – Edessa, antica città anatolico-mesopotamica, attualmente in Turchia, 9 giugno 373].
Come già Jundishapur, anche Nisibi, città natale di Efrem il Siro, viene ricordata per la sua antica università (a volte considerata la più antica del mondo), che vantò tra i suoi insegnanti più famosi lo stesso Efrem. Oltre alla Teologia ed alla Filosofia, vi si insegnava anche la Medicina. Anche presso l’organismo educativo di Edessa, Efrem insegnò e poté così lasciare la sua impronta culturale. Ma vogliamo qui ricordare Efrem il Siro non per essere stato un teologo, un poeta, un esegeta o un autore di inni in lingua siriaca, bensì per l’originalità del suo pensiero, che si materializzò nella concezione di un Dio tra gli uomini: non un Dio della magia bensì un Dio incarnato, il quale provvede ad accogliere e a sanare le umane doglianze. E - secondo la concezione nestoriana (almeno sino a quando non furono considerati eretici i suoi insegnamenti) - nella sua dottrina mariana Maria sembra apparire - prima che “madre di Dio” – “madre del Cristo-uomo”.
Il suo linguaggio è chiaro e parla diretto ai nostri cuori e alle nostre menti, non offuscato da figurazioni astratte e tortuose di un Dio impalpabile.
Citiamo:
“III Inno sulla Natività:
19.... Gloria a Dio, medico della natura umana...
20.
Benedetto il medico sceso
per un'incisione senza dolore
e per sanare piaghe
con una medicazione senza violenza.
La sua nascita è il farmaco
che ha clemenza dei peccatori.
Sia benedetto, lui che ha dimorato nell'utero
e lì ha edificato
un tempio ove poter abitare,
un santuario ove poter stare,
un abito nel quale risplendere
e un'armatura con la quale vincere.”.
E a proposito del profeta Giona (sintesi di un’omelia) afferma: “Il profeta Giona fu inviato a Ninevì come medico, e il medico ripulì le ferite e applicò il farmaco adatto a chiudere le piaghe; come bisturi usò la sua voce ammonitrice.”. E ancora: “...E’ venuto tra noi come un medico coscienzioso, che non nasconde la verità al malato. Non si fa scrupolo di spiegare che c’è bisogno di un intervento chirurgico. Come pensare che è falso il profeta che minaccia sciagure?...”.

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"...Gloria a Dio, medico della natura umana..." (Nativ., 19).