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DEISCENZA DEL FOLLICOLO OVARICO

Etimologia : Deiscenza = der. da deiscente / = dal latino  dehiscens -entis, part. pres. di dehiscĕre “aprirsi, spalancarsi” /.
Negli euteri o euplacentati (o euplacentali) indica la rottura della parete dei follicoli maturi (o vescicolosi) di Graaf portatori dell’uovo.
La deiscenza follicolare è causata da vari fattori, tra cui la produzione di enzimi litici (collagenasi, plasmina, enzimi capaci scindere proteine, carboidrati, esteri ecc.) da parte delle cellule dell’epitelio superficiale e della teca, l’edema della parete follicolare, la contrazione di elementi muscolari perifollicolari e la congestione dei vasi midollari.
La deiscenza ha luogo nell’ultimo stadio, quando l’uovo è giunto oramai a maturazione, e si verifica a livello dello stigma (una protuberanza che si forma a seguito dell’avvicinamento del follicolo alla parete dell’ovaio). Come conseguenza, si ha l’emissione graduale dell’ovocito di II ordine (maturo per la fecondazione) e della corona radiale che lo circonda (costituita dalle cellule follicolari della parete esterna del follicolo).
Le cellule follicolari della corona aiutano lo spermatozoo ad entrare nell’ovidotto, aiutate dal movimento delle ciglia. L’uovo viene aspirato in avanti nelle fimbrie delle tube uterine anche grazie ai movimenti peristaltici della muscolatura liscia delle pareti dell’ovidotto. Il viaggio per giungere nell’utero dura circa tre giorni, più o meno la durata di vita di un ovocito non fecondato dopo che è stato espulso dal follicolo.