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de Donno Oronzio (od Oronzo) (2 agosto 1754 – 6 ottobre 1806)

de DONNO Oronzio (od Oronzo)

Oronzio (od Oronzo) de DONNO (ostetrico italiano, Maglie, Lecce, 2 agosto 1754 – Napoli,  6 ottobre 1806).
Ultimati gli studi scientifici nella città natale, si trasferì a Napoli dove, ultimati i corsi di medicina, riuscì a divenire chirurgo presso l’Ospedale "Santa Maria del Popolo degli Incurabili”.
Dal 1778 al 1783 tradusse, integrò con annotazioni e si preoccupò di far pubblicare gli Elementi dell'arte di raccogliere i parti di G. L. Boudelocque.
Sulla scia di J. R. Sigault che nel 1777 aveva praticato le prime operazioni di sinfisiotomia, tra il 1787 ed il 1788 praticò, insieme al suo maestro D. Ferrara, le prime operazioni con la nuova tecnica a Napoli.
Entrato nel “battaglione sacro” della Repubblica (Cuoco) con altri medici degli Incurabili, si battè contro le bande sanfediste del cardinale F. Ruffo.
I suoi scritti andarono persi nei saccheggi reazionari del 1799.
Arrestato insieme al nipote Nicola e ad altre personalità della cultura di Napoli e condannato all’esilio dalla giunta di Stato, si rifugiò prima a Marsiglia e poi a Parigi.
Tornato a Napoli dopo l’amnistia del 1801, a causa di alcune inimicizie politiche fu costretto a ritirarsi a Maglie dove continuò ad esercitare la professione di ostetricia.
Di qui il de Donno tornò un’ultima volta a Napoli nel 1804 dove sino al 1806 riprese a scrivere la sua opera di ostetricia.
La morte sopraggiunta per apoplessia non gli permise né di ultimare l’opera né di realizzare il suo progetto di un’organizzazione delle scuole di ostetricia nel Regno.
Fu sepolto nella chiesa di S. Maria del Caravaggio.

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