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DE BLASIO Abele

Abele De Blasio [medico e scienziato italiano, Guardia Sanframondi (BN), 05.09.1858 – Napoli, 05.04.1945].
Una volta ultimati gli studi a Cerreto Sannita, si iscrisse all'Università di Napoli, conseguendo la laurea in Medicina e Chirurgia e, successivamente, quelle in
Chimica Farmaceutica e Scienze Naturali.
Oltre che nella medicina, nella chimica e nella botanica, coltivò anche interessi nelle branche dell’antropologia, criminologia, etnologia e paleontologia.
Nel 1889 portò a termine un lavoro sperimentale per conto del Laboratorio di Botanica dell’Università di Napoli. Di poi - precisamente nel 1890 – curò la pubblicazione di un Prontuario di Chimica Analitica Qualitativa ad uso dei medici.
L’anno successivo, volse il proprio interesse verso la branca dell’antropologia con riguardo alle antiche civiltà, sotto la guida di Giuseppe Nicolucci, presso l’Istituto di Antropologia.
Nelle sue ricerche in campo antropologico cercò una correlazione le caratteristiche psicologiche e sociali di varie popolazioni e categorie di persone con la forma
del loro cranio.
Risalgono a questo periodo le opere:
I crani dei Sanniti (1891); Intorno ai crani di Nubiani antichi (Napoli, 1893, per il “Bollettino della Società tra Naturalisti”); Società Umane nell'Egitto Antico (1894); I crani dei Lucani (1895 - per la “Rivista Italiana di Scienze Naturali” di Siena); Cranio microcefalo nell'ossario dell'Annunziata di Napoli e Cranio scafoide dell'anno successivo; Anomalie multiple in cranio di prostituta (1900 – “Rivista di Psichiatria Antropologia e Scienze affini”); Cranio trapanato del paese degli Incas; Delitto e forma geometrica della faccia fra i delinquenti napoletani; il saggio sul Cranio di un'epilettica per la stessa (1901); Cranio Macrocefalo (1903); Intorno ai crani umani scoperti sul Vesuvio presso l'Osservatorio; l’Ossario dell'Annunziata; Le labbra dell'uomo; Un microcefalo tra i microcefali; Mummie e crani dell'antico Perù.
Ed ancora: L'orecchio dei napoletani normali e criminali (Torino); La pubertà dei napoletani normali e delinquenti (Napoli, ed. Priore, 1907).
Altre opere, quali Usi e costumi dei Camorristi, La
malavita a Napoli (1905) e Nel paese della Camorra-L'imbrecciata – dello stesso anno, con prefazione di Cesare Lombroso – tradiscono appunto una visione antropologica che si rifaceva a quella del Lombroso. Ancora, scrisse alcuni volumi sul tema del brigantaggio e sul brigante Michele Caruso (rispettivamente del 1908 e 1909) nonché Storie di briganti (1908), anch’esso di ispirazione lombrosiana.
Inventò un antropometro (Un nuovo antropometro, 1903) che mise al servizio dell’Ufficio Antropometrico da lui fondato a Napoli, primo in Italia.
Nel 1904 successe poi al Nicolucci nell'insegnamento di Antropologia Generale presso l'Università di Napoli, ove fondò la Scuola Pedagogica per Direttori Didattici. Fu anche titolare delle cattedre di Antropologia Pedagogica e di Ortofrenia presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, e di Etnologia all'Istituto Universitario Orientale.
Ad uso didattico, pubblicò nel 1906 Appunti di Antropologia (ed. Pierro).
Nelle vesti di archeologo aveva coordinato gli scavi presso la Grotta delle felci a Capri (resoconto pubbl. nel 1893 nel “Bollettino di paletnologia”).
Tra il 1905 ed il 1906, condusse poi studi di Paletnologia con alcune pubblicazioni.
In campo odontoiatrico, nel 1924 pubblicò – per la “Rivista Medica” - uno scritto dal titolo Terzo Molare e
nell'anno successivo studiò le Anomalie dentarie in delinquenti napoletani.
Fu poi all’avanguardia scientifica negli studi portati avanti sul tema dell’omosessualità (per le indagini sui c.d. “femmenielli”, pubblicò nel 1897 Usi e costumi dei camorristi).
Mettendo poi a confronto il comportamento degli animali domestici con gli uomini, pubblicò un saggio sulla Criminalità in animali domestici.

Si vuole qui ringraziare Andrea Jelardi, il quale ha gentilmente acconsentito alla pubblicazione dei suoi testi. In particolare, le notizie pubblicate in questa biografia sono state estratte dall’opera di Andrea Jelardi “Giuseppe Moscati e la scuola medica sannita del Novecento” (Rs, Benevento, 2004).