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Cratero di Antiochia (I sec. a.C.)

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CRATERO di Antiochia

Cratero (in greco: Κρατερός, Crătĕros/Krateros; in latino Cratĕrus) di Antiochia (medico greco, Antiochia, attuale Turchia, I sec. a.C.).
Originario di Antiochia – detta anticamente Antiochia di Siria – Cratero appartiene a quella vasta schiera di medici che sono ricordati sul cadere della Repubblica romana, al tempo dei primi imperatori, e che non assumono ai nostri occhi rilevante importanza scientifica in quanto poco o nulla scrissero o i lavori dei quali sono andati oramai perduti. Ciò nonostante, fiorì a Roma ai tempi di Cicerone e fu uno dei tanti medici greci che professarono l’arte della medicina a Roma, dove si era trasferito. Contemporaneo dell’imperatore Augusto, sembra sia stato medico personale di Tito Pomponio Attico. Fu tra i medici maggiormente legati alla corte seleucide. Una sua statua – risalente al tardo II secolo - reca un’iscrizione che lo descrive come tutore del principe seleucide Antioco Filopatore, ciambellano della regina Cleopatra Thea e “amico primo” del re Antioco.
Sue lodi le troviamo negli scritti di Cicerone (106 a.C. - 43 a.C.) – anch’egli suo contemporaneo - ma anche in altri scrittori tra i quali ricordiamo Aulo Persio Flacco, il quale nelle sue “Satire” lo cita come “ medico famoso del tempo di Augusto”; ancora Orazio, il quale al pari di Cicerone lo cita come un medico eccellente, Giovenale e Porfirio.
In Galeno lo troviamo citato a proposito di una formula contro il morso dei serpenti e l’avvelenamento nonché per alcuni rimedi a base di oppio e giusquiamo contro l’emottisi e la tisi.
Antonio Musa imparò da Cratero un rimedio, a base di carne di vipere, per guarire dalle ulcere della pelle considerate incurabili.

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