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Cortinarius cinnamomeus

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CORTINARIUS CINNAMOMEUS

TASSONOMIA
Inizialmente descritto da Carlo Linneo nel 1753 come Agaricus cinnamomeus, al fungo è stato dato il nome attuale da Elias Magnus Fries nel 1838. I nomi che gli vennero successivamente dati di Dermocybe cinnamomea (Moser), Flammula cinnamomea (Kummer, 1871) e Gomphos cinnamomeus (Kuntze, 1898) riflettono approcci diversi nel corso degli anni per la tassonomia della specie Cortinarius. Il fungo è comunemente noto come "cinnamon webcap".

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE
Cappello: 3-7 cm di diametro, con il bordo convesso poi appianato, con umbone evidente, fibrilloso- squamoso, da color cannella a bruno rossastro o ocra ma più chiaro verso il margine.
Lamelle: adnate, discretamente fitte, intercalate da lamellule, di colore giallastro che diventa giallo aranciato-ruggine.
Gambo: lungo e flessuoso, fibrilloso, cavo, leggermente più chiaro del cappello, più scurito verso la base.
Carne: color giallo pallido, di solito più scuro alla base del gambo, immutabile; odore rafanoide e talvolta piuttosto iodato.
Spore: color marrone-ruggine, ellissoidali, finemente verrucose, 6-9 x 4-5,5 µm.

HABITAT: cresce a partire dalla fine dell'estate e in autunno, in boschi di latifoglie e/o conifere umidi e spesso torbosi.
COMMESTIBILITA’: prima considerato solo sospetto. Recenti studi hanno però scoperto che è un fungo molto velenoso e spesso mortale, con le stesse pericolosità del Cortinarius orellanus e del Cortinarius rubellus, quest’ultimo molto noto anche col sinonimo di speciosissimus. Causa la sindrome parafalloidinica.