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Coledoco

COLEDOCO

Etimologia : dal greco  χοληδόχος  ,  kholēdochós / comp. di  χολή  , kholē  “bile”  +  tema di  δέχομαι  , déchomai  ”ricevere”  = contenente, in grado di contenere /.
Dotto, della lunghezza di circa 5 centimetri per un calibro medio di 5-7 mm, deputato al trasporto della bile tra dotto epatico, cistifellea ed Ampolla del Vater.
Superiormente, il coledoco rappresenta la continuazione del dotto epatico comune; esso prende il nome di coledoco nel momento in cui il dotto cistico (proveniente dalla cistifellea) si fonde con quello epatico (proveniente dal fegato). Per questo motivo il coledoco è noto anche come dotto biliare comune.
Data la sua origine, va inteso come dotto escretore del fegato esocrino, quindi la sua funzione è quella di trasportare i prodotti del fegato (sali biliari, bilirubina coniugata, metaboliti di scarto ecc.) eventualmente accumulati nella colecisti. Pur essendo molto distendibile, il coledoco non ha un’attività motoria propria : pertanto la sua attività di trasporto è in stretto rapporto al ciclo motorio della colecisti e dello sfintere di Oddi, tra loro coordinati motoriamente dal controllo ormonale e nervoso. La bile viene secreta continuamente nei canalicoli biliari e convogliata nei dotti epatici. Lo stoccaggio biliare all’interno della cistifellea è favorito dalla chiusura post-prandiale dello sfintere di Oddi; difatti, dopo i pasti, la presenza di cibo nei primissimi tratti del duodeno fa sì che la colecisti si contragga con conseguente espulsione della bile e sua immissione nell’Ampolla del Vater tramite appunto il coledoco. A sua volta tale condotto (ampolla del Vater, di forma slargata) non si apre direttamente nel duodeno, ma subisce il controllo dello sfintere di Oddi, una struttura sfinterica composta da fibre muscolari lisce.
In ultima analisi, la bile entra nel duodeno (insieme al succo pancreatico) per rilassamento dello sfintere di Oddi. Grazie alla presenza di questa valvola, bile e succo pancreatico non si riversano continuamente nell'intestino, ma lo fanno soprattutto in corrispondenza dei pasti. E' infatti la presenza di cibo nel piloro e nel lume intestinale a stimolare l'apertura del suddetto sfintere.
Per i rapporti che esso contrae lungo il suo decorso si possono distinguere i seguenti tratti in successione:
-segmento sopra-duodenale : della lunghezza di 1/1,5 cm, decorre in prossimità del margine destro del legamento epatoduodenale, dall'origine fino al margine superiore del primo tratto (superiore) del duodeno.
-segmento retro-duodenale : della lunghezza di 2,5 cm, si estende dal margine superiore della prima porzione del duodeno al limite superiore del pancreas.
-segmento pancreatico (o infra-duodenale) : della lunghezza di 2,5 cm, decorre sul lato posteriore della testa del pancreas.
-segmento intramurale (o intra-duodenale) : terminale del coledoco, decorre nella parete duodenale. Questo segmento si accolla al dotto pancreatico principale (di Wirsung) rispetto al quale si trova superiormente; insieme al dotto pancreatico principale, sbocca nell'ampolla duodenale (del Vater).
Malattie del coledoco
E’ possibile riscontrarvi frequentemente calcoli ostruttivi formatisi in situ oppure provenienti dalla colecisti (coledocolitiasi). E’ possibile riscontrare ostruzione (anche se la malattia è più rara) nell’atresia biliare extraepatica.
Ancora, vi possono essere colangiti, compressioni sulla sua parete esterna, cisti congenite (di Douglas), dilatazioni congenite e neoplasie.
La tecnica che consente l'esplorazione del coledoco e delle vie biliari è detta coledocoscopia. E’ possibile effettuare un’esplorazione del coledoco anche con mezzi radiologici (colangiografia, biligrafia) o con sonde.
Per una valutazione morfologica ottimale si può procedere in via ecografica nelle sue porzioni prossimali ed intermedie mentre la visualizzazione si riduce drasticamente nella sua porzione più distale.

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  • 1. Dotti biliari: 2. Dotti biliari intraepatici, 3. Dotti epatici destro e sinistro, 4. Dotto epatico comune, 5. Dotto cistico, 6. Dotto biliare comune, 7. Di Vater, 8. Papilla duodenale maggiore
  • 9. Colecisti, 10-11. Lobi destro e sinistro del fegato. 12. Milza.
  • 13. Esofago. 14. Stomaco. Intestino tenue: 15. Duodeno, 16. Digiuno
  • 17. Pancreas: 18: Dotto pancreatico accessorio, 19: Dotto pancreatico
  • 20-21: Reni destro e sinistro (silhouette).
  • Il margine anteriore del fegato viene sollevato verso l'alto (freccia marrone). Colecisti con sezione longitudinale, pancreas e duodeno frontale. Dotti intraepatici e stomaco in trasparenza.