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CLEOPATRA la ginecologa (I sec. d.C.)

CLEOPATRA la ginecologa

Cleopatra (ginecologa romana, I sec. d.C.).
Attraverso alcuni autori classici (tra cui Plinio il Vecchio), sappiamo che esistettero numerose Cleopatre. In particolare ad una di esse fu attribuita la paternità di un’opera sulla malattia delle donne. Al riguardo, il Gardien (Sage-femme, Diction. des scienc. médic., XLIX, 333) sostiene che si tratta di persone differenti. Non sembra essere dello stesso avviso, però, il De Meli (Cenni storico-critici…). Sono giunti sino a noi alcuni manoscritti in lingua latina, in cui, oltre a vari autori arabi, ritroviamo il Gynaecia de morbis mulierum di una certa Cleopatra : uno di questi fu pubblicato in Germania tra il 1440 ed il 1473 ed attualmente è conservato presso la Bethesda, MD, National Library of Medicine (Miscellanea 2 Manoscritto 33) [Testi Medici].
In Sorano d’Efeso troviamo trattamenti ostetrici che già venivano praticati in Alessandria d’Egitto e che si erano conservati sino al II sec. d.C.. Di poco precedente Sorano d’Efeso, è anche un breve trattato ginecologico di una certa Cleopatra in cui si parla di una condizione chiamata suppressiones vulvae (soppressione dell'utero), che è il sintomo principale della difficoltà a parlare e che può anche essere identificata con un attacco isterico. Gli scrittori arabi più tardi scrissero che ad insegnare alcuni trattamenti medici a Galeno era stata una certa ginecologa di nome Cleopatra (Galeno stesso dedicherà il suo "Anatomia dell'utero" ad un'ostetrica). Il Talmud parla invece direttamente di Cleopatra VII (per intenderci, quella dell'aspide) dicendo che fu coinvolta in esperimenti medici per determinare lo sviluppo del feto, senza dubbio interessata in materie che coinvolgessero il suo personale interesse per la fertilità. In Moschion e in Bauino si trovano alcuni capitoli che si crede appartengano ad una certa Cleopatra (Platner, de arte obstetric. veter. etc., p. 7), il cui nome si ritrova pure in Petrocelli (1989, pp. 287 e segg.). Il fatto che la celebre ostetrica Metrodora si fosse riferita in alcuni suoi scritti sulle malattie e cure delle donne ad una certa Cleopatra, indusse Caspar Wolf a pubblicare l'opera di Metrodora nel 1566 sotto il nome di "Cleopatra", imitato nel 1597 da Israele Spach (attribuendo il suo lavoro a Cleopatra VII).
Giovanni da Procida, illustre medico distintosi per i Vespri Siciliani, parlando di Galeno, riporta nel suo “Liber philosophorum moralium Antiquorum” (1282?) che il medico di Pergamo era stato istruito nell’arte delle erbe mediche da una certa Cleopatra (senza però citare alcuna fonte): 
“…Didicit etiam in medicina a quadam muliere dicta Cleopatra, a qua didicit multas herbas cognoscere, specialiter valentes contra vicia mulierum. Et pervenit in Egiptum morans in ea per tempus, ut herbas illarum partium cognosceret. Deinde, procedens versus civitatem Sem, obiit in itinere in quadam villa existente iuxta mare viride in confiniis terre Egipti…”.