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Cilindro urinario

CILINDRO URINARIO

Etimologia : Cilindro = dal latino cylindrus  / der. dal gr. κύλινδρος  , kylindros  deriv. di κυλίνδω  ,  kylindo  “avvolgere, rotolare”. Urinario = dal latino urina / affine al greco οὖρον  , ouron  "urina" /.
I cilindri urinari sono formazioni microscopiche di forma cilindrica allungata, lievemente incurvate, piatte, che hanno origine nei tubuli renali. La loro presenza nelle urine dà luogo alla cilindruria.
Classificando i cilindri in base alle dimensioni (piccolo, medio o largo diametro) si può evidenziare come quelli di diametro inferiore – che si formano soprattutto nell'ansa di Henle e nel tubulo contorto distale dei quali riproducono la forma – prendono il significato di volta in volta suggerito dai loro costituenti; quelli invece a medio o largo calibro (anche oltre i 150 mm) siano sempre segno di una grave lesione renale (la loro formazione si ha allorquando il transito urinario sia molto rallentato nella porzione più ampia dei tubuli collettori).
Possono essere costituiti da una matrice proteica (proteina di Tamm-Horsfall) e/o da elementi di diversa derivazione cellulare. Generalmente si distinguono cilindri semplici (ialini e cerei) composti da una matrice muco-proteica o proteica e cilindri composti (i restanti) per adesione cellulare, ematica o lipidica alla matrice.
Cilindri ialini
La loro formazione si origina nei tubuli renali dalla solidificazione della proteina di Tamm-Horsfall. Sono i cilindri più comuni, presentano aspetto omogeneo, chiaro, quasi trasparente. La loro formazione può essere favorita da un basso flusso urinario e da pH acido. Non hanno significato patologico particolare e possono riscontrarsi anche nel soggetto sano dopo esercizio fisico, nella disidratazione, esposizione al freddo o dopo stress.
Cilindri cerei
Nell’aspetto ricordano i cilindri ialini, fatta eccezione per la maggiore compattezza ed il colore che è giallognolo o a volte assente. Spesso mostrano screpolature ed estremità irregolari.
Derivano probabilmente dalla degenerazione dei cilindri ialino-granulosi.
La loro presenza nelle urine è sempre indizio di insufficienza renale cronica, amiloidosi renale, nefropatia diabetica.
Cilindri ialino-granulosi
Simili ai cilindri ialini per consistenza, dimensione e forma ma in più presentano nella matrice proteica una fine granulazione.
Se la loro presenza è costante possono essere quasi sempre indicatori di patologie in atto (glomerulonefrite, nefropatia diabetica, ipertensione maligna).
Cilindri granulosi
Come quelli ialini, anch’essi sono molto comuni.
A volte sono presenti dopo esercizio fisico estremo o febbre molto elevata ma spesso possono essere indicativi di patologie renali importanti.
Possono formarsi per degenerazione dei cilindri cellulari o per inclusione diretta di aggregati proteici alla mucoproteina di Tamm-Horsfall. A seconda della dimensione di tali inclusioni proteiche, si possono distinguere due tipi di cilindri: a granuli fini (simili a quelli ialini ma con una maggiore rifrazione per la presenza di una grande quantità di piccoli granuli) e a granuli grossolani (con granuli di grandi dimensioni, duri).
Cilindri eritrocitari/emoglobinici
Sono espressione di ematuria renale. In genere sono sempre indicativi di una patologia per la presenza di globuli rossi (ematuria di genesi renale da trauma, infarto renale, glomerulonefrite, nefrite lupica, malattie del collagene, ecc.). Possono essere riscontrati anche in caso di endocardite batterica subacuta.
La matrice proteica può essere più o meno visibile.
Se le emazie si trovano intatte e la loro forma è visibile si chiamano cilindri eritrocitari. Se si produce degenerazione nelle emazie e queste diventano un cilindro granuloso di colore rossiccio si tratta di un cilindro emoglobinico.
Cilindri leucocitari
Formati da neutrofili polimorfonucleati (si osservano negli stati infettivi o infiammatori e sono indicativi di pielonefrite acuta, nefrite interstiziale e lupica, glomerulonefriti ad intensa attività infiammatoria).
Solitamente si accompagnano a una piuria più o meno intensa.
Cilindri lipidici
Per il loro aspetto ricordano i cilindri ialino-granulosi.
Sono indice di degenerazione al di fuori dell'epitelio tubulare (malattie tubulari degenerative). Sono frequentemente marcatori di proteinuria di una certa entità. Si presentano nella sindrome nefrosica con elevata perdita urinaria di proteine, nell’intossicazione renale, nelle glomerulonefriti croniche e diabetiche, nei casi di estesa necrosi cellulare, ecc.
Cilindri epiteliali
Sono costituiti da cellule epiteliali tubulari e indicano quindi un processo patologico a carico dell’epitelio.
Il loro riscontro nelle urina è raro. Derivano da stasi urinaria, necrosi o degenerazione tubulare nelle malattie renali gravi, in alcune intossicazioni (salicilati, mercurio) o nel rigetto di trapianto renale.
Cilindri misti
Cilindri ialini con cellule varie, quali leucociti, emazie e cellule tubulari.
Di solito si riscontrano nella glomerulonefriti proliferative.
Si possono inoltre trovare:
Cilindri pigmentari
Possono formarsi a seguito dell’assunzione di analgesici ed anestetici ad azione locale, quali la fenazopiridina o più semplicemente a seguito all'adesione di prodotti del catabolismo o di sostanze derivate da farmaci.
Cilindri batterici
Piuttosto rari, sono patognomonici di pielonefrite batterica. Possono essere confusi con fini cilindri granulosi.
Cilindri mucosi o cilindri spuri
Termine con cui si indicano i cilindroidi urinari.