Crea sito

CIABURRI Gennaro (1881 - 1970)

 ESCAPE='HTML'

CIABURRI Gennaro

Gennaro Ciaburri [biologo ecclesiastico italiano, Cerreto Sannita (BN), 07.07.1881 – Bologna, 16.04.1970].
Indirizzato dai propri familiari sulla strada della carriera ecclesiastica presso il Seminario locale, seguì ugualmente la propria passione per gli studi di biologia, in cui conseguì la laurea a Zurigo.
Conseguita una seconda laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bologna, iniziò la carriera professionale presso l'Ospedale Maggiore, divenendo in seguito Direttore del Laboratorio di analisi chimiche e microscopiche.
Verso la fine degli anni '20 si dedicò a studi di medicina tradizionale. Seguirono ricerche e saggi sulla vita degli animali, che lo appassionarono tanto da fondare a Bologna, nel 1929, l’U.A.I. (Unione Antivivisezionista Italiana) pubblicando nel 1930 (Ed. Sandron di Palermo) la traduzione dall'olandese di un’opera del celebre Frederik J. Buitendijk.
Esperto anche in medicina del lavoro, si interessò di perizie medico-legali e negli anni successivi rivolse i suoi studi alla malaria e quindi alle malattie tropicali.
Tra le sue pubblicazioni, citiamo qui:
-Come si cura il raffreddore (Collana Murri, 1928);
-Medicina d’urgenza (1930, ristampato nel 1953, per la casa editrice Cappelli di Bologna);
-un articolo su “La bilharziosi” (“Rivista sintetica in Medicina Tropicale”);
-L’intossicazione da cloro” (in “La medicina del lavoro”, Milano, 1934);
-uno scritto su Eosinofilia e diatesi essudativa (in “Diagnostica e Terapia”, 1937);
-un articolo su “Il colpo di sole ed il colpo di calore” (in “Assistenza sociale”, 1940);
-un Manualetto teorico pratico sul metabolismo basale (Ed. Guanda di Bologna, 1956); casa editrice che curò anche la pubblicazione del suo Manuale dell'infermiere;
-La cucina vegetariana (Sperling e Kupper, Milano, 1965).
Va anche ricordata la sua collaborazione alla “Riforma medica” di Gaetano Rummo, ove nel 1932 pubblicò un articolo su “Un singolare caso di avvelenamento da sublimato”.

Si vuole qui ringraziare Andrea Jelardi, il quale ha gentilmente acconsentito alla pubblicazione dei suoi testi.