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CENSORINO

CENSORINO

Censorino (lat. Censorinus) - (erudito e grammatico romano, III sec. d.C. -  fl. 268 d.C.).
Delle sue opere, ci è pervenuto incompleto solo un piccolo trattato intitolato De die natali, che l’autore data di suo pugno Anno 238 d.C., dedicato a un ricco notabile romano, Quinto Cerellio, in occasione del suo 49° compleanno.
Scrisse anche un trattato De accentibus, andato perduto, mentre un piccolo trattato di astronomia, geometria, musica e ritmica (il c.d. Fragmentum Censorini) non sembra possa essere attribuito a lui.
Da quanto scrivono Cassiodoro e Prisciano di Cesarea, scrisse probabilmente anche altre opere di carattere grammaticale.
Il testo del suo De die natali non contiene precetti morali ma tratta di alcune questioni scientifiche della vita dell’uomo, quali il concepimento, lo sviluppo embrionale e la nascita; nella seconda parte tratta del tempo, delle partizioni temporali e dei cicli astronomici. Oltre che apprezzabile per gli argomenti di cui tratta e per le sue finalità divulgative tra il vasto pubblico, l’opera è importante per le sue fonti che sono principalmente Varrone (Antiquitates rerum humanarum) e Svetonio. Non ci è pervenuta la sua parte finale in seguito alla perdita di alcuni fogli dell’unico codice testimone di essa.
La sua fama durò sino al XV sec. per poi scemare. Un rinnovato interesse per lui andò crescendo già nel XIX secolo, soprattutto ad opera di Otto Jahn (v. ed. 1845) e Friedrich Hultsch (v. ed. 1867) e con gli studi da parte di Jacob Bernays. Giuseppe Giusto Scaligero dedicò alcuni capitoli del suo De emendatione temporum a quello che lui stesso definì l’"aureolus libellus" (opuscolo d’oro) del Censorino.