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CELIO AURELIANO (V sec. d.C.)

CELIO AURELIANO

Celio Aureliano (in latino: Caelius Aurelianus) [medico e scrittore romano, Sicca, Numidia (Nordafrica, attualmente Algeria), V sec. d.C.)].
Nativo di Sicca, si trasferì a Roma dove fiorì, all’incirca verso la metà del V sec. d.C., come medico affermandosi anche come scrittore di testi medici tratti soprattutto dalle opere del medico romano Sorano (ricordiamo, per inciso, che riguardo la sua data di nascita alcuni hanno osato spingersi a retrodatarla – per mera ipotesi di studio - a due o addirittura tre secoli prima).
Con riferimento al suo “Genetia”, sulle malattie delle donne [che appare nel testo come un adattamento in latino del testo del Gynaecia (Περὶ γυναικείων Παθῶν)] ed al suo “De morbis acutis et diuturnis” [traduzione dal greco al latino barbarizzato delle “Acutae passiones” e delle “Chronicae passiones” (Περὶ ὀξέων καὶ κρονίων καϑῶν), di cui rimangono solo pochi frammenti dell’opera originale] non ci si può riferire che alle opere metodiche di Sorano d’Efeso (detto il Giovane), sempre che tale Sorano sia il vero autore di tutte le dette opere, laddove da altri Celio viene anche riconosciuto traduttore dei testi di un altro Sorano (detto il Vecchio), il quale, al pari di Sorano d’Efeso, pure sembra essere fiorito a Roma nel I sec. d.C..
Nella sua traduzione intitolata “De morbis acutis et diuturnis” ci viene raffigurato un Sorano abile nella diagnostica delle patologie di qualsiasi tipo. Pertanto, l’aspetto della diagnosi e della descrizione sistematica patologica riscontrate in Celio rispecchiano essenzialmente la caratterizzazione che Sorano – abile diagnostico – diede alle proprie opere.
Più specificamente, il materiale dell’opera di Sorano lo ritroviamo nel trattato medico di Celio in forma di domanda e risposta dal titolo “Medicinales Responsiones” (ovvero le “Interrogationes et responsiones”), avente ad oggetto la patologia delle malattie interne e contenente anche norme per la salute (“salutaria praecepta”).
Per quanto riguarda i suoi scritti aventi ad oggetto varie malattie mentali (quali la mania e la melanconia) non è stato possibile sinora accertare se essi fossero pedanti traduzioni dei testi soranici originali (purtroppo andati dispersi) o se lo stesso Celio Aureliano avesse immesso nell’opera contenuti e motivi propri, tanto che alcuni appaiono più propensi ad attribuirne ad entrambi la paternità, coniando in proposito il termine Celio-Sorano.
Celio fu il primo autore a trattare dell’angina pectoris e fu un forte sostenitore dell’idroterapia. La sua medicina rifuggiva sia dagli aspetti prevalentemente ciarlatani che dagli atteggiamenti coercitivi e ricorreva a pratiche anche apparentemente blande che cercavano di apportare benefici al corpo curando l’aspetto psicologico. Non a caso il suo studio e la sua pratica medica vertettero anche sulla musicoterapia (influsso del suono salutare) e nelle stanze dei suoi pazienti ricorse alle piante medicinali non solo per le loro proprietà medicinali ma anche per i loro profumi che faceva disperdere nell’aria ricorrendo a grandi ventagli.