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CASSIO FELICE

Cassio Felice (in latino Cassius Felix) - (medico e scrittore romano, V sec. d.C.).
Fu attivo in ambiente africano e visse a Cirta, in Numidia.
Nell'anno 447 (data certa grazie al titolo adeguatamente emendato di un testimone della tradizione manoscritta) scrisse il “De Medicina ex Graecis Logicae Sectae Auctoribus Liber Translatus” (“Libro di medicina, tradotto dagli autori greci della setta dei logici”). Si tratta di un trattatello di terapeutica generale, praticamente una raccolta di ricette tradotte da autori greci di scuola razionale, composto di 82 capitoli relativi ad altrettante malattie (sono esposte con il consueto criterio a capite ad calcem). Tra i vari autori greci fa spicco l’eccezione di Vindiciano, vissuto nel IV secolo, maestro di Teodoro Prisciano, della scuola Dogmatica. La fonte principale è Galeno, sebbene sia citato anche Ippocrate (forse attraverso lo stesso Galeno); tra gli altri autori figurano Magno e Filagrio Epirota.
Come la presenta lo stesso autore nella Praefatio, l’opera vuole essere un compendio (breviloquium) destinato alla pratica del proprio figlio, quindi un manuale orientato alla terapeutica a scapito della teoria.
Cassio Felice ha il merito di aver trasmesso al Medioevo, da Isidoro di Siviglia fino alla scuola salernitana, il sapere dei Greci, documentato nella sua lingua latina. Il testo fu molto usato da autori posteriori, soprattutto per la sua semplicità e pragmaticità nel presentare i termini medici greci accanto alle loro traduzioni latine.
Viene citato da Matteo Silvatico nella sua Opus Pandectarum Medicinae.