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CAPOZZI Domenico

Domenico Capozzi [clinico e docente universitario italiano, Morcone (BN), 28.12.1829 – Napoli, 11.10.1907].
Ultimati gli studi superiori nella città di Benevento, conseguì la laurea in Medicina presso l’Università di Napoli. Ivi conobbe l’illustre clinico Pietro Ramaglia, del cui metodo diagnostico egli fu seguace ed espositore e col quale collaborò a lungo presso la sua scuola privata, attiva a Napoli già dal 1833.
Sempre col Ramaglia, si recò a Lecce per prestare cure mediche al Re Ferdinando II, gravemente malato.
Preferì dedicarsi agli studi e conservare il libero insegnamento nell'Ospedale degli Incurabili anziché intraprendere una carriera politica. Alla carriera universitaria ufficiale preferì quella didattica privata - accogliendo un gran numero di allievi – e tanto da rifiutare nel 1897 l'incarico alla cattedra di Patologia e Clinica medica dell'Università di Sassari.
Sostenne l’importanza degli ospedali e dell'impegno personale dei medici.
E’ ricordato per avere fatto un lascito in denaro a favore dell’Ospedale degli Incurabili, per aver disposto una rendita per i poveri della terra natìa ed aver destinato la somma di 50.000 lire per la fondazione di un ospedale a Morcone, che è oggi a lui dedicato.
Per quanto riguarda la sua attività scientifica e letteraria, citiamo qui:
-il Metodo diagnostico del prof. Pietro Ramaglia (Cottrau, 1857);
-il Sommario della prima clinica medica diretta dal prof. S. Tommasi (1872);
-di entrambi curò, dopo la loro morte, Poche parole dette innanzi al feretro del cav. Pietro Ramaglia (1875) e la Vita di Salvatore Tommasi (1890).
Tra i suoi saggi di maggior pregio, Contributo alla patologia e terapia delle malattie nervose (1873); Della Natura infettiva della polmonite fibrinosa (Napoli, 1880); Stasi biliare e perianglocolite consecutiva (Roma, 1880); Lezioni di Clinica Medica (Napoli, 1897, ed. Priore).
Tra le varie pubblicazioni su riviste mediche e scientifiche:
Storia clinica ed anatomica di un aneurisma del cuore (1857); Storia clinica di un tetano spontaneo guarito con l'iniezione ipodermica del curaro (1868); Storia di una paralisi delle quattro membra venuta a guarigione da Domenico Capozzi (1873); Storia Clinica di una catalessia (1875); Le malattie di cuore in mezzo al reumatismo articolare (1877); Storia clinica di un tubercolo del cervelletto (1877). Sul periodico”Scuola Medica Napoletana”, pubblicò nel 1882 uno scritto Sopra un caso di atrofia muscolare progressiva, e per la “Rivista clinica” un saggio sul Rumore di gemito nei vizi valvolari del cuore.
Tra le varie cariche ed incarichi, ricordiamo qui quello di Socio e vice Presidente della Reale Accademia Medico-chirurgica e di medico delle prigioni nonché di Professore Onorario all'Università di Napoli, dove insegnò Patologia medica, Semeiotica e Cardiologia, dedicandosi anche allo studio di malattie degli organi della respirazione e della circolazione.

Si vuole qui ringraziare Andrea Jelardi, il quale ha gentilmente acconsentito alla pubblicazione dei suoi testi. In particolare, le notizie pubblicate in questa biografia sono state estratte dall’opera di Andrea Jelardi “Giuseppe Moscati e la scuola medica sannita del Novecento” (Rs, Benevento, 2004).