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CALLIFONTE di Crotone

Callifónte di Crotone (in greco  Kαλλιϕῶν) – (medico greco, Kroton, VI sec. a.C.).
Nato nella città di Kroton  ( * ), come riferisce La Suda ( ** ) fu sacerdote di Asclepio a Cnido.
Fozio di Costantinopoli, citando Teopompo di Chio, afferma che gli abitanti della città di Syrna in Caria (l’attuale Bayir), discendenti da Podalirio, avrebbero dato origine alla stirpe degli Asclepiadi a Cos e a Cnido. Come narra Pausania il Periegeta, infatti, a Syrna sbarcò Podalirio, figlio di Asclepio, insieme al fratello Macaone, medico dei Greci nella guerra contro Troia. Syrna sarebbe quindi diventata la culla degli Asclepiadi d’Asia e da Podalirio sarebbero derivati tre rami della famiglia: il ramo di Rodi (che presto si estinse) e quelli dell’isola di Cos e della città cnidia, due centri di grande reputazione medica. Questo legame saldo tra Cnido ed Asclepio, confermato anche da altri scrittori, tra i quali Aristide, probabilmente fu conservato e tramandato dallo stesso Callifonte.
Stabilitosi definitivamente, verso il 530 a.C., nella fiorente e ricca Kroton, in Magna Grecia, vi aprì uno studio medico dando impulso allo sviluppo della medicina come scienza con la nascita della scuola medica crotoniate. Da lui il figlio Democede apprese i primi rudimenti delle arti mediche, basate sui canoni della medicina ippocratica e sulla cultura del corpo tramite la pratica atletica. E' molto probabile che nei principi della neonata scuola si sia riconosciuta l'intera città di Kroton. I ripetuti successi a livello olimpico che gli atleti crotoniati conseguirono nel VI sec. a.C. non potrebbero altrimenti spiegarsi se non con l'esistenza di una "scuola dello sport", basata su metodi di allenamento razionali e con una cura dell'alimentazione di carattere medico-scientifico.
Lo storico Erodoto di Alicarnasso descrive Callifonte come un uomo aspro ed irascibile (Erodoto, Le Storie, III Libro, c. 131) ed attribuisce a questa sua severità la decisione del figlio Democede di lasciare la città natale e di partire per la Grecia.
Ernippo di Smirne ne parla come di un convinto seguace della dottrina pitagorica: fu lui ad introdurre il figlio Democede allo studio dei precetti di Pitagora. Pare che avesse incontrato Pitagora a Samo intorno all’anno 529 a.C. e ne fosse divenuto discepolo.

 

( * ) [“Il più celebre è Ermippo, che ricercò accuratamente ogni genere di storia. Costui racconta nel primo dei libri Su Pitagora, che Pitagora, dopo la morte di uno dei suoi familiari, di nome Callifonte, crotoniate di nascita, diceva che l'anima di costui s'intratteneva con lui di giorno e di notte; e che lo esortava a non passare per dove fosse accovacciato un asino, a non toccare acque salate e a non dire mai parole blasfeme. Poi aggiunge queste parole:
Nel fare e nel dire queste cose seguiva le opinioni dei Giudei e dei Traci, che presentava come proprie.
E in verità si dice che quell'uomo accolse veramente nella sua filosofia molti usi dei Giudei”].
( * ) [“Ἕρμιππος ἀνὴρ περὶ πᾶσαν ἱστορίαν ἐπιμελής. λέγει τοίνυν ἐν τῶι πρώτωι τῶν Περὶ Πυθαγόρου βιβλίων, ὅτι Πυθαγόρας ἑνὸς αὐτοῦ τῶν συνουσιαστῶν τελευτήσαντος τοὔνομα Καλλιφῶντος τὸ γένος Κροτωνιάτου τὴν ἐκείνου ψυχὴν ἔλεγε συνδιατρίβειν αὑτῶι καὶ νύκτωρ καὶ μεθ' ἡμέραν˙ καὶ ὅτι παρεκελεύετο μὴ διέρχεσθαι τόπον, ἐφ' ὃν ὄνος ὀκλάσηι, καὶ τῶν διψίων ὑδάτων ἀπέχεσθαι καὶ πάσης ἀπέχειν βλασφημίας. εἶτα προστίθησι μετὰ ταῦτα καὶ τάδε˙ "ταῦτα δὲ ἔπραττεν καὶ ἔλεγε τὰς Ἰουδαίων καὶ Θραικῶν δόξας μιμούμενος καὶ μεταφέρων εἰς ἑαυτόν." λέγεται γὰρ ὡς ἀληθῶς ὁ ἀνὴρ ἐκεῖνος πολλὰ τῶν παρὰ Ἰουδαίοις νομίμων εἰς τὴν αὑτοῦ μετενεγκεῖν φιλοσοφίαν”].
[da: Tito Flavio Giuseppe (Titus Flavius Josephus / Joseph ben Matityahu), 37 d.C. – 100 d.C. ca., Contra Apionem - II 163 / in greco: Φλαΐου Ἰωσήπου περὶ ἀρχαιότητος Ἰουδαίων λόγος α e Φλαΐου Ἰωσήπου περὶ ἀρχαιότητος ἀντιρρητικὸς λόγος β; in latino: Contra Apionem o In Apionem /]

Leggiamo nella SUDA:
( ** ) [“Democede, figlio di Callifonte ch'era stato sacerdote d'Asclepio a Cnido, fu un medico di Crotone, che esercitò la sua professione e si sposò in Egina; poi fu medico di Policrate, tiranno di Samo, con lo stipendio di due talenti d'oro; poi fu chiamato da Dario persiano e visse con lui per parecchio tempo: scrisse un libro di medicina”].
( ** ) [“Δημοκήδης Καλλιφῶντος ἱερέως ἐν Κνίδωι γενομένου Ἀσκληπιοῦ, Κροτωνιάτης ἰατρός, ὃς ἐν Αἰγίνηι ἰάτρευσέ τε καὶ ἔγημε, καὶ Πολυκράτην τὸν Σάμου τύραννον ἰάτρευσεν ἐπὶ χρυσίου ταλάντοις δύο, καὶ ὑπὸ Δαρείου τοῦ Πέρσου [I 111. 35] μετεπέμφθη καὶ συνεγένετο αὐτῶι χρόνον ἱκανόν˙ ἔγραψεν ἰατρικὸν βιβλίον”].