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Calazio

CALAZIO

Etimologia : dal latino tardo chalazium / der. dal greco  χαλάζιον  , Khălā-zĭon   dim. di χάλαζα  , chalaza / k ʰ álazda, “granulo, nodo” /.
Nodulo granulomatoso, simile a cisti, che si forma all'interno della palpebra (di solito quella superiore) ed è causato da un’infiammazione cronica delle ghiandole di Meibomio (particolari ghiandole sebacee contenute nello spessore della palpebra stessa con la funzione di secernere lo strato lipidico esterno del film lacrimale).
L’infiammazione della ghiandola è dovuta all’ostruzione del dotto escretore della stessa e può derivare proprio dalla qualità del secreto consistente in uno strato oleoso lacrimale.
Il calazio può insorgere come cronicizzazione di un orzaiolo (che è un'infiammazione acuta) ma, a differenza di quest’ultimo, è meno doloroso e di solito tende a regredire spontaneamente. Se di grosse dimensioni, può determinare una temporanea irregolarità sulla superficie oculare provocando astigmatismo e dolore all'occhio a causa della pressione sulla cornea.
La principale terapia consiste in modificazioni dietetiche, in particolare nell'evitare insaccati, alcol e cibi ricchi di lipidi.
Occasionalmente, qualche pomata antibiotica specifica, una normale pulizia dell’occhio e periodici impacchi non troppo caldi ed umidi e delicati massaggi della palpebra in cui è presente il calazio possono aiutare la pulizia dei dotti escretori delle ghiandole di Meibomio. Generalmente però bisogna sempre ben valutare l’opportunità di procedere con una terapia antibiotica, soprattutto se il calazio è già sviluppato.
I calazi piccoli e poco appariscenti possono non richiedere alcun trattamento. Quando il calazio non regredisce o quando insorgono complicanze va rimosso chirurgicamente, generalmente con un'incisione all'interno della palpebra in anestesia locale e drenaggio del contenuto del calazio, di solito muco-pus. Una procedura alternativa consiste nell'iniettare il calazio con corticosteroidi per consentirne un più rapido svuotamento.
I calazi possono presentarsi più spesso nelle persone con blefarite (infiammazione delle palpebre) e con rosacea (c.d. rosacea oculare laddove colpisca le strutture oculari).