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BASSI Agostino (25.09.1773 - 08.02.1856)

BASSI Agostino

Agostino Bassi (naturalista, botanico e batteriologo italiano, Mairago, Lombardia, Italia, 25 settembre 1773 - Lodi, Lombardia, Italia, 8 febbraio 1856).
Laureatosi in giurisprudenza per seguire il volere del padre e per amministrare al meglio le proprietà familiari, già all’Università di Pavia ebbe modo di seguire contemporaneamente anche lezioni di fisica, chimica e medicina tenute, tra gli altri, da un suo parente, l’abate Lazzaro Spallanzani.
Nel suo libro "Del mal del segno, calcinaccio o moscardino" (1835) descrisse la malattia del baco da seta, causata dal fungo microscopico successivamente chiamato in suo onore Botrytis bassiana (l’attuale Beauveria bassiana), i cui germi, presenti nell’aria, si moltiplicano sul baco vivo che contagia a sua volta altri individui sani. Da qui la sua scoperta, quella del contagio vivo, che rappresentò la convalida della dottrina del contagio animato che si riallacciava all'intuizione di G. Fracastoro. Nel 1700 era diffusa invece la convinzione che le malattie fossero causate dall’aria malata che emanava da materiale in putrefazione e si diffondeva con il caldo. Partendo da suoi studi iniziati nel 1807, aveva scoperto il male che aveva funestato le sue bigattaie ma nel contempo aveva posto una pietra miliare nella storia della microbiologia, precedendo il lavoro sui microrganismi che avrebbero in seguito sviluppato L. Pasteur e R. Koch. Bassi teorizzò che tutte le patologie contagiose animali e vegetali fossero causate da agenti parassitari e ne rese conto nell’opera “Del contagio in generale” (1844). In particolare anche malattie umane quali la peste, il morbillo e la sifilide.
Svolse anche grande opera di prevenzione, prescrivendo con notevole successo anche i metodi per eliminare la malattia del baco da seta; studiò anche malattie quali il colera e la lebbra e la coltivazione delle patate, l’allevamento delle pecore, la produzione di vino da frutti diversi dall’uva, come ciliegie ed arance e la fabbricazione del “grana lodigiano” su cui scrisse il trattato “Sulla fabbrica del formaggio all’uso lodigiano” (1820).
Nel 1840, a Parigi, venne insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore.
Tra le altre sue opere: “Della natura dei morbi ossia mali contagiosi e del modo di prevenirli e curarli” (1853).
Fu sepolto nella Chiesa romanica di S. Francesco a Lodi.