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BARRIERA VESCICALE

La vescica urinaria è un organo cavo muscolare che oltre a rappresentare il serbatoio dell’urina e l’organo di svuotamento (minzione) ha la funzione di barriera protettiva contro il riassorbimento dell’urina.
L’urina vi giunge dagli ureteri che la trasportano dalle cavità renali (nel maschio si ha l’uretra prostatica e nella femmina l’uretra). Una barriera che cerca di opporsi come una diga alla spinta crescente dell'urina che si va accumulando in vescica è rappresentata dall'uretra, il canale che si estende dalla base della vescica all'esterno.
Un anello muscolare, lo sfintere, avvolge l'uretra. Contraendosi, lo sfintere comprime il canale, lo chiude ed impedisce la fuoriuscita indesiderata d'urina.
Quando la vescica non ce la fa più ad incamerare altro liquido, vengono stimolati alcuni recettori nervosi collocati nello spessore della parete della vescica. Così attraverso le vie afferenti, il messaggio giunge al cervello, interpretato come desiderio e stimolo ad urinare.
I meccanismi anti-reflusso e le valvole uretero-vescicali impediscono al flusso urinario di andare “contro corrente” evitando che il contenuto infetto salga dalla vescica al rene.
La parete vescicale ha cellule epiteliali e neutrofili con la. capacità di fagocitare (mangiare) i batteri. Le cellule dell'epitelio vescicale hanno un ciclo vitale molto breve; quindi si staccano dall'urotelio insieme ai batteri che hanno inglobato ed insieme a questi vengono espulsi col flusso urinario.
La mucosa vescicale (o urotelio) è un tipo di tessuto che costituisce il rivestimento più interno della parete vescicale, destinato ad andare a diretto contatto con le urine. Detto strato interno è di norma rivestito da una sorta di vernice (la Barriera Apicale o Coating Uroteliale) in cui amino-zuccheri (c.d. GAGs  glicosaminoglicani) impediscono che agenti patogeni aderiscano alla parete. Ricordiamo qui un mucopolisaccaride (la mucina) costituito dai detti glicosaminoglicani i quali, legandosi alle molecole d’acqua, hanno funzione di barriera idrofila tra l’urotelio ed il lume vescicale, ricoprendo i siti recettoriali per i batteri.
Stessa funzione ha la proteina renale di Tamm-Horsfall che riesce anche ad intrappolare i batteri destinati poi ad essere eliminati con le urine; contro i batteri si riscontra sulla parete vescicale anche la presenza di anticorpi (immunoglobuline) direttamente prodotti dalle plasmacellule presenti nella lamina propria dell’urotelio; queste immunoglobuline sono dotate di una componente secretoria che ne condiziona il trasporto transepiteliale e funge da recettore legandosi alla superficie batterica, inibendo così la capacità dei microorganismi di aderire alle cellule epiteliali. Anche la capacità della mucosa vaginale di produrre anticorpi (IgA) verso i colibacilli sarebbe un altro fattore di capitale importanza nella difesa contro le infezioni delle vie urinarie. L'alterazione o la soppressione di uno o più di questi fattori fa aumentare il rischio di infezioni ricorrenti.
L'epitelio di transizione è distendibile e impermeabile ed è composto dallo strato cellulare di base (cellule cubiche ed a forma di clava) e quello superiore (cellule ad ombrello).
La capacità delle cellule ad ombrello di mantenere le proprie giunzioni occludenti e la spessa membrana cellulare dello strato superficiale permette all’epitelio di essere impermeabile all’urina, potenzialmente tossica per l'organismo.
Ancora, si nota la lamina propria, sottomucosa, contenente un sottile strato di cellule muscolari lisce, la muscolaris mucosae, e tessuto connettivale con fibre collagene e di elastina.
Per loro conto, le urine risultano avere sostanze batteriostatiche in grado con una certa efficacia di contrastare la crescita dei batteri patogeni (in particolare contro l’E. Coli); acidi organici (attivi con un basso ph), urea, ammonio ed anticorpi.
I fattori idrodinamici
Il più importante fattore idrodinamico contro l’instaurarsi di infezioni del tratto urinario è rappresentato dallo svuotamento completo e costante della vescica. La sua importanza è dimostrata da come si possa verificare un’infezione in caso di stasi urinaria o di intervallo inter-minzionale troppo lungo (vescica pigra).
In particolare la minzione resta la più efficace difesa contro l’infezione vescicale, allontanando meccanicamente e più volte al giorno i batteri. In tale caso la carica batterica viene abbattuta ed il processo di moltiplicazione dovrà ricominciare evitando così la possibilità di un processo infiammatorio.