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BARRIERA MUCOSA NASALE

La mucosa nasale è la principale interfaccia tra l’aria inspirata e le prime vie aeree rappresentate dal naso; essa rappresenta la prima barriera naturale che permette all’organismo di filtrare, riscaldare, umidificare e purificare l’aria prima che questa raggiunga i polmoni nonché condizionarne e regolarne il flusso nell’arco delle 24 h.
Come visto, la Barriera pilifero-ciliare, su descritta, rimanda direttamente alla Barriera della mucosa nasale. Difatti, il meccanismo di difesa dell’apparato respiratorio, e in particolare della mucosa nasale, può contare sinergicamente sia sulla presenza di peli (ciglia presenti nello strato-sol) sia su quella del muco, che viene arpionato dalle ciglia stesse e che va a costituire lo strato-gel sovrastante.
La prima rudimentale barriera di protezione naturale nei confronti di aggressioni biologiche (virus, batteri e miceti) e fisiche (sostanze irritanti gassose o corpuscolate) si trova nelle narici ed è costituita dalle vibrisse, peli piuttosto grossi che trattengono le particelle più grandi dirette verso le fosse nasali, i seni paranasali e le vie respiratorie. Più internamente si trova una membrana (la mucosa pituitaria c.d. “pituitaria rossa” per la presenza di un gran numero di capillari) che si distingue per la presenza di piccolissimi orifizi superficiali che escretono il muco dei follicoli. Mentre al bordo delle narici tale mucosa presenta delle piccolissime papille, a livello dei seni essa si fa sottile e poco consistente. I sottilissimi peli di tale membrana hanno la funzione di trattenere tutte le polveri, gli allergeni e le altre impurità che siano riuscite ad oltrepassare la prima barriera mentre il muco, vischioso, prodotto dalle ghiandole di cui è ricchissima la mucosa, trattiene ed ingloba a livello epiteliale le polveri più minute. La viscosità, elasticità e adesività/coesività del muco viene garantita dalle mucine (glicoproteine ad alto peso molecolare, presenti in misura dello 0,2-1%).Tutte le particelle rimaste intrappolate nel muco, tramite il trasporto muco-ciliare, con un movimento “a frusta” con andata rapida e lento ritorno al punto di partenza, raggiungono poi il tratto oro-faringeo a livello del quale il muco stesso viene deglutito. Tale azione combinata e dinamica viene definita “sistema pulente” o “trasporto” muco-ciliare (ovvero clearence muco-ciliare) e va quindi a costituire, insieme alla prima barriera statica costituita dall’epitelio, la barriera meccano-chimica del sistema muco-ciliare.
Il contatto dell’aria inspirata con la mucosa nasale è favorita dalla conformazione anatomica tortuosa delle fosse nasali capace di creare nell’aria dei microvortici. Fenomeni di vasocostrizione e vasodilatazione, specie del tessuto erettile dei turbinati, può essere prodotta dalla stimolazione della mucosa nasale, dovuta sia ad agenti fisici (grado di temperatura e umidità dell'aria) che chimici. Tale variazione causa l'ingrossamento delle stesse formazioni carnose dei turbinati con conseguente variazione dello spazio libero all’interno delle fosse nasali ed aumento della secrezione ghiandolare.
Già a livello della mucosa nasale, la parete cellulare di molti batteri che rimangono intrappolati nel muco viene inizialmente attaccata e danneggiata dal lisozima, un enzima con azione batteriolitica presente, tra l’altro, anche nella saliva e nelle lacrime.
All’eliminazione delle particelle più piccole, capaci di raggiungere gli alveoli polmonari, provvederanno invece i macrofagi alveolari. Laddove però un eccesso di produzione mucolitica andasse a diffondersi e ad intaccare le basse vie respiratorie, potrebbe determinare patologie respiratorie importanti, quali ad esempio polmoniti e bronchiti.