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BARRIERA EMATO - PLACENTARE

Essa ha la funzione di separare il sangue materno da quello fetale e di impedire il passaggio di talune sostanze nocive dalla madre al feto. Il sangue materno ed il sangue fetale non vengono mai a contatto diretto e affinché le sostanze passino dal sangue materno al sangue fetale devono attraversare non solo l'epitelio dei villi ma anche l'endotelio dei capillari.
La barriera è costituita da numerosi strati di cellule lungo tutti i capillari con giunzioni strette (membrana placentare) che regolano lo scambio di sostanze tra la circolazione fetale e materna. Detti strati variano con il periodo di gestazione e si sviluppano gradualmente durante l'accrescimento del feto sino a strutturarsi completamente solo però a partire dal terzo mese di gravidanza per poi cominciare ad assottigliarsi (invecchiamento della placenta) a partire dal quinto mese.
La barriera però non è così selettiva come quella emato-encefalica; è anzi molto permeabile in quanto deve pur sempre garantire il passaggio di numerose sostanze nutritive e vitamine dalla madre al feto.
Così può accadere che alcune sostanze liposolubili come l’alcool la possano attraversare senza difficoltà al pari di alcuni virus, quale quello della rosolia, a causa di processi di endocitosi. Il passaggio placentare è poi condizionato dal peso molecolare della sostanza. Così alcuni farmaci quali barbiturici, salicilati ed alcuni antibiotici non trovano grandi difficoltà di passaggio a differenza di altre sostanze come l’insulina e l’eparina. Il fumo contiene nicotina che è un vasocostrittore, quindi riduce la perfusione placentare. Durante la gravidanza pertanto è meglio non fumare.