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BARRIERA EMATO - MIENTERICA

Il sistema nervoso enterico è conosciuto anche come il "cervello dell'intestino” : di per sé può funzionare indipendentemente dal cervello e dal midollo spinale ed è effettivamente in grado di funzioni autonome, come il coordinamento dei riflessi (anche se beneficia di una notevole innervazione dal sistema nervoso autonomo). Effettivamente nel sistema nervoso gastro-enterico stomaco ed intestino (tenue e crasso) sono in comunicazione bidirezionale con il SNC (bulbo e midollo spinale) a mezzo di fibre afferenti (o sensitive) e di fibre efferenti (o effettrici).
Neuroni afferenti trasmettono informazioni circa lo stato del tratto gastrointestinale. Alcune di queste raggiungono la coscienza, tra cui il dolore e il disagio a livello intestinale e sensazioni di fame e sazietà. A sua volta, il SNC fornisce segnali per controllare l'intestino, che sono, nella maggior parte dei casi, trasmessi dal sistema nervoso enterico (ad es. la vista e l'odore del cibo suscitano eventi preparatori del tratto gastro-intestinale, tra cui la salivazione e la secrezione di acido gastrico).
Anche qui – come nel sistema nervoso centrale - troviamo una barriera (che assomiglia alla barriera emato – timica) con funzioni che possono essere funzionalmente analoghe a quelle della barriera emato-encefalica.
Il sistema nervoso enterico è incorporato nel rivestimento del sistema gastrointestinale. Una sua proprietà consiste nel limitare l'accesso intravascolare di macromolecole al plesso mienterico ed ai muscoli esterni.
Inoltre il sistema nervoso enterico contiene cellule di supporto simili a quelle del cervello ed una barriera di diffusione intorno ai gangli capillari circostanti simile ai vasi cerebrali sanguigni della barriera emato - encefalica.
Il sistema nervoso enterico regola il movimento di acqua ed elettroliti tra il lume intestinale ed i compartimenti fluidi tissutali attraverso le superfici epiteliali del tratto gastrointestinale con movimenti fluidi significativi anche nel pancreas e nella vescica biliare. Difatti gli eventi che sono controllati, almeno in parte, dal sistema nervoso enterico sono molteplici e comprendono attività motoria, secrezione, assorbimento, flusso di sangue e interazione con altri organi come la cistifellea ed il pancreas. I collegamenti col SNC e tra questi ed il tratto digestivo avvengono tramite fibre del sistema simpatico e parasimpatico.
Il sistema nervoso enterico presenta papille gustative simili a quelle della lingua. Il recettore del gusto e la proteina del gusto G gustducina (che assolve alle funzioni del gusto) sono due dei più comuni. Attraverso di essi viene recepita la sensazione del dolce del glucosio dalla lingua e dal sistema nervoso enterico. Questi recettori aiutano a regolare la secrezione di insulina e di altri ormoni che sono responsabili di controllare i livelli di zucchero nel sangue.
La barriera emato – mienterica è costituita da una rete di nervi tra gli strati circolari e longitudinali della tonaca muscolare del tratto digestivo. Piccoli gruppi di cellule nervose (gangli) e fasci di fibre nervose che si trovano tra gli strati muscolari longitudinali e circolari esterni della parete intestinale, con una rete continua dall’esofago superiore per lo sfintere anale interno, vanno a costituire il plesso mienterico o di Auerbach mentre un altro gruppo principale di gangli va a costituire il plesso nervoso sottomucoso o di Meissner. Precisamente detti plessi sono contenuti rispettivamente in altrettante guaine (o tonache) sovrapposte che troviamo nell’apparato digerente e che sono rispettivamente di tipo muscolare (composta di due strati) e di tipo connettivale (contenente vasi). Si notano inoltre altre due guaine, e cioè la tonaca mucosa con funzioni di assorbimento e secrezione (formata da epitelio, lamina propria connettivale e  muscularis mucosae) e la tonaca sierosa, avventizia, costituita da tessuto connettivo e corrispondente al peritoneo viscerale.
Il plesso mienterico si presenta come una struttura tubolare chiusa formante una continua rete attorno alla circonferenza del budello e si trova tra gli strati interni ed esterni della muscolatura esterna mentre il plesso sottomucoso si trova nella sottomucosa e collega il rivestimento della membrana mucosa della superficie agli strati più profondi del muscolo dello stomaco e dell'intestino.
Detti due plessi sono direttamente coinvolti nella peristalsi e nel favorire la secrezione dei succhi gastrici.
Il plesso mienterico non è vascolarizzato. I gangli hanno proprietà simili al SNC tra cui presenza di cellule gliali, un piccolo spazio extracellulare ed isolamento da vasi sanguigni. I capillari nutritizi del plesso si trovano infatti all'esterno di esso. Si tratta di capillari a parete spessa, con endotelio non fenestrato, simili ai capillari encefalici e, al pari di questi, impermeabili alle macromolecole di modo da impedire il passaggio di sostanze tra le cellule endoteliali.
Eventuali materiali che, per pinocitosi, passino attraverso l'endotelio, vengono rimossi dai macrofagi peri-capillari.
Detti due plessi sono connessi fra loro da rami anastomotici, costituiti da intrecci a rete di fibre nervose e da accumuli di cellule gangliari localizzate soprattutto nei punti nodali dei plessi.
Il funzionamento del sistema gastrointestinale è governato da un complesso sistema nervoso enterico che assume morfologicamente l’aspetto di una rete di neuroni (raccolti nei gangli dei plessi mienterico e sottomucoso), neurotrasmettitori e proteine speciali responsabili delle comunicazioni (appunto il “secondo cervello” del "pensare", "ricordare" ed "apprendere"). Le guaine di tessuto contenente neuroni che riveste l’esofago, lo stomaco e l’intestino portano gli stessi neurotrasmettitori presenti nel cervello (tra cui acetilcolina , dopamina e serotonina) da cui sono influenzati e con cui comunicano tramite il sistema parasimpatico (nervo vago) e simpatico (ad es. gangli prevertebrali). Il supporto inter-neuronale è fornito da cellule di tipo gliale, simili agli astrociti della glia nevrassiale. I prolungamenti di queste cellule gliali formano lamine periferiche che isolano i gangli dall'ambiente connettivo e vascolare circostante; queste lamine gliali sono interrotte soltanto per dare passaggio a terminali assonici che emergono dai gangli e, senza ramificarsi, terminano alla superficie delle fibrocellule muscolari lisce contigue.
La maggior parte dei neuroni enterici sono in collegamento con altri neuroni enterici o con i tessuti gastrointestinali (strati muscolari, vasi sanguigni e ghiandole intrinseche). La trasmissione nell'ambito della tonaca muscolare avverrebbe attraverso accoppiamenti elettrici che esistono tra le fibrocellule muscolari lisce contigue a livello di giunzioni serrate (gap junctions). Essi sono poi direttamente coinvolti in una serie di reazioni di difesa dell'intestino le quali includono diarrea (per diluire ed eliminare le tossine), un'eccessiva attività propulsiva del colon (in presenza di agenti patogeni nell'intestino) e vomito e possono anche interagire con il vasto sistema immunitario intrinseco del tratto gastrointestinale.
Si possono riconoscere nel plesso mienterico neuroni colinergici, noradrenergici, serotoninergici, purinergici e peptidergici.
I neuroni colinergici del plesso mienterico liberano acetilcolina (lo stesso trasmettitore che viene rilasciato dai terminali parasimpatici vagali e sacrali) ed esercitano un'azione eccitatoria sulla motilità gastrointestinale.
I neuroni noradrenergici, numerosi sia nel plesso mienterico che in quello sottomucoso, liberano noradrenalina, uno dei mediatori chimici delle fibre ortosimpatiche che ha azione inibitoria sulla motilità gastrointestinale.
I neuroni serotoninergici liberano serotonina, un’amina biogena contenuta anche in alcune cellule endocrine del sistema gastro-enteropatico. La serotonina attiva i neuroni eccitatori colinergici, ma anche neuroni inibitori (noradrenergici) sia del plesso mienterico che del plesso sottomucoso.
I neuroni purinergici hanno azione inibitrice sulla muscolatura gastrointestinale.
I neuroni peptidergici costituiscono una classe di cellule nervose che sintetizzano neurotrasmettitori polipeptidici con struttura e reattività immunologica identiche a quelle dei polipeptidi localizzati in alcune cellule endocrine, enterocromaffini e non, del sistema gastro-entero-pancreatico.