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Attumonelli Michele

ATTUMONELLI Michele

Michele Attumonelli [medico fisiologo e letterato italiano, Andria, 1750 (altri 1753) – Parigi, 1826].
Nato ad Andria, dopo aver studiato nel locale seminario, si trasferì a Napoli, laureandosi in Medicina (lui stesso si chiama Medico napoletano).
Si trasferì quindi a Parigi dove avrebbe poi acquisito fama di gran medico, tanto da potersi dire Medico napoletano, Professore di Fisiologia ma anche membro della Società di Medicina di Parigi.
Opere (in ordine cronologico di stampa):
-Dell’eruzione del Vesuvio accaduta nel mese di agosto dell’anno 1779. Ragionamento istorico fisico del dottor in medicina Michele Attumonelli, Napoli, Stamperia Abbaziana, 1779.
-Elementi di fisiologia medica o sia fisica del corpo umano, dove secondo le leggi fisiche si ragiona degli usi, delle funzioni e de’ fenomeni delle diverse parti, Napoli, Orsino, 1789.
-Memoria su l’oppio di Michele Attumonelli, Medico napoletano, Professore di Fisiologia, membro della Società di Medicina di Parigi (letta dall’autore nella Società di Medicina di Parigi. Seduta del 3.Frimaire anno 11). Traduzione dal francese, Napoli, Marotta.
-Mémoire sur les eaux  minérales de Naples et sur les bains de vapeurs. Avec des dissertations pathologiques et pratiques sur le traitement de diverses maladies par leur  moyen, et par les eaux  minéral en général, Paris, 1804.
-Delle acque minerali di Napoli, de’ bagni a vapori del loro modo di farle artificialmente e del loro uso in medicina. Traduzione dal francese, Napoli, Raimondi, 1808.
Inoltre, ricordiamo:
-Trattato de 'veleni che comprende varie dissertazioni mediche. Del Signor Boissier de Sauvages ... Dal francese in italiano tradotte, e comentate da Michele Attumonelli ..., presso Vincenzo Orsino, 1785
La sua figura viene ricordata in “Storia della Città di Andria ...” di Riccardo D'Urso (1800 - 1845), Tipografia Varana, Napoli, 1842, pagg. 195-200 (Libro Ottavo - Capitolo VI. Breve cenno di quegli Andriesi
che si sono resi illustri nella Repubblica letteraria
per mezzo di alcune loro pubblicate produzioni).
Vi leggiamo, al punto 12.:
“Il Cavaliere D. Michele Attumonelli dopo aver menato i primi suoi anni nel seminario Andriese, guidato dall’astro del suo futuro ingrandimento, si conferì in Napoli; ed ivi apprese nella loro parità le scienze più eminenti. Ma la Medicina fu quella, a cui applicò maggiormente i suoi talenti. Addivenuto l’Uomo dei portenti, non volle defraudare l’Europa delle sue pellegrine conoscenze. Nel 1788. diede alle stampe quell’opera insigne, intitolata: Elementi di Fisiologia Medica, o Fisica del corpo umano. Chiamato dappoi a reggere la pubblica Cattedra di Medicina nella Capitale della Francia ivi colla divisa di primo medico di Corte compose molti altri eruditissimi Opuscoli e sulle Acque Minerali, e sulla Botanica, e su tant’altro. Decorato finalmente da quel Governo di molti titoli onorifici, lì compianto da’ Parigini cessò di vivere in età avanzata ai 16. Luglio 1826. e fu sepolto nel cimitero del P. La Chaise in un monumento di marmo. Era egli ascritto alle Accademie di Londra, di Montpellier, e di altre.
Benché lontano, non mica dimenticò la Patria, ed i suoi Parenti. Fra gli altri legati lasciò la somma di ducati 1000. da occuparsi in beni fondi; e ne dispose della rendita annuale a favore de’ bisognosi Andriesi: imponendone la distribuzione nella novena del S. Natale; come da parecchi anni qui si pratica. Lasciò pure a questo Duomo 120. ducati per una sola Messa di requie per l’anima sua. Ma i Capitolari grati a tale memoria occuparono quasi tutta la indicata somma alla pompa de’ suoi Funerali; ed io ne recitai il funebre Elogio.
Un compendio delle sue nobili qualità rilevasi da quei versi composti in suo onore dall’immortale Gianni, e da una lettera a lui scritta dal Pontefice Pio VII. che non ho potuto avere nelle mani.
Ritratto del Chiarissimo Signor Dottore D. Michele Attumonelli.
Robusto aspetto, ed ampia fronte, e negro
Il crine, il ciglio, e negra la pupilla,
Faceto il labro, ed il sembiante allegro,
L’alma contenta, e l’indole tranquilla:
D’Ippocrate seguace, al pallid’ egro
Spirti di vita ne le membra instilla
Con l’alto ingegno che di mano a morte
Fe’ sovente cader lo stral più forte.
Francesco Gianni Romano
Console in Parigi.
Anno 1814”.
Nel 1782 lo ricorda ancora (chiamandolo “Dottore in Medicina”) Francescantonio Soria nelle sue MEMORIE STORICO-CRITICHE DEGLI STORICI NAPOLITANI.
Mentre ancora in Rassegna storica del Risorgimento (Anno XVII – 1930), ritroviamo quanto segue (con indicato l’anno di nascita 1753):

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