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Atrofia

ATROFIA

Etimologia : dal greco , privativo,   + τροϕία  , trophia “nutrimento” / da τροϕή   tropʰè  “cibo”, der. di τρέϕω   trèpʰo “nutrire”/.
Riduzione di volume di tessuti e di organi specifici dovuta alla diminuzione sia del volume che del numero delle singole cellule e della sostanza intercellulare. La perdita di massa corporea può proseguire sino alla scomparsa dei tessuti o degli organi interessati oppure coinvolgere altri tessuti (ad es. nell’amiotrofia progressiva, atrofia muscolare progressiva, caratterizzata da un processo cronico che colpisce dapprima un singolo muscolo o gruppi di muscoli e poi progredisce e tende a coinvolgere nuovi gruppi muscolari).
Quando c’è riduzione del numero degli elementi di un organo si parla di atrofia numerica mentre si parla di atrofia semplice in caso di riduzione di volume.
Poiché solo in rari casi si giunge alla scomparsa della struttura interessata, più correttamente si dovrebbe parlare di “ipotrofia”.
Alcune cellule od organi subiscono fisiologicamente atrofia a certe età o in determinate condizioni. A cominciare da alcune strutture che riscontriamo già nell’embrione umano e che si atrofizzano al momento della nascita. Dopo la nascita le ghiandole surrenali tendono ad atrofizzarsi a causa di una riduzione dello strato interno della corteccia; così come nel caso del timo e di altri organi che durante l’adolescenza subiscono una riduzione di massa a causa della riduzione del tessuto linfoide; nel caso dell’organo pineale durante la pubertà; dei muscoli dell’utero che si ingrandiscono durante la gravidanza per poi regredire dopo il parto; di alcune strutture della lattazione nel seno che si riducono; di ovaie, utero e seni che subiscono un cambiamento in senso atrofico dopo la menopausa o di estrogeni che diminuiscono durante la stessa menopausa; nel caso di molti altri tessuti durante l’età adulta a causa dell’avanzare dell’età e di cambiamenti negli stili di vita (vita sedentaria) o nell’alimentazione.
Atrofie patologiche possono invece verificarsi allorquando le cellule siano incapaci di utilizzare pienamente il materiale nutritivo e di sintetizzarlo oppure in patologie che comportino una riduzione o una cessazione dell’apporto nutrizionale o una prolungata inattività funzionale di un determinato organo (febbre, disturbi della circolazione, malattie specifiche di alcuni organi, digiuno, problemi ormonali, anoressia, inattività funzionale per immobilizzazione, ecc.). Il tutto implica che la parte atrofizzata era di dimensioni normali per l'individuo, considerando l'età, prima della diminuzione.
I tessuti o gli organi colpiti da atrofia possono perdere le loro specifiche funzioni (per es. diminuzione della forza muscolare, di attività secretorie, di funzioni nervose). Il processo di atrofia inizia a livello cellulare con una perdita di liquido e l’incapacità di sintetizzare con una certa frequenza le proteine, anche dovuta a una minore stimolazione da parte degli ormoni tiroidei, surrenali e delle prostaglandine. Gli organelli cellulari, i mitocondri ed il reticolo endoplasmatico nel suo insieme diminuiscono, così come viene a mancare la compattezza del nucleo e la matrice extra-cellulare nel suo insieme sino alla scomparsa definitiva della cellula.
A seconda della parte del corpo interessata ovvero della causa che genera atrofia si parlerà pertanto di :
Atrofia cerebrale (con degenerazione diffusa in tutti gli strati della corteccia cerebrale; comporta degenerazione neuronale-corticale e fibrillare intra-neurale con una profusione di placche senili; è una delle cause della demenza senile e presenile  e può portare alla malattia di Pick, malattia di Alzheimer-Perusini, encefalopatia spongiforme subacuta, corea di Huntington).
Atrofia ottica
Atrofia vaginale
Atrofia gastrica
Atrofia dentato-rubra
Atrofia della mammella
Atrofia da compressione (che si manifesta nei testicoli ritenuti)
Atrofia da compressa innervazione (propria degli esiti di poliomielite e delle paraplegie da trauma del midollo spinale)
Atrofia da disuso (tipica dei muscoli scheletrici dopo una lunga immobilizzazione di un arto per una frattura)
Atrofia da malnutrizione
Atrofia da mancata stimolazione endocrina
Atrofia da ridotto apporto ematico (per un insufficiente apporto di ossigeno del sangue)
Atrofia della soletta adiposa calcaneare
Atrofia multi-sistemica
Atrofia sclerotica
Atrofia senile (dovuta a fattori genetici, metabolici ed ormonali; interessa la facoltà moltiplicativa delle cellule, specie epiteliali, e può essere facilitata da stimoli nocivi ambientali ed alimentari o altro, tra cui ricordiamo irradiazioni, infezioni virali, deficiente ossigenazione, intossicazioni da sostanze chimiche e farmacologiche)
Atrofia acuta di Sudeck (processo acuto e doloroso di osteoporosi che colpisce le ossa distali degli arti a seguito di affezioni traumatiche, congelamenti, ustioni, osteiti, ecc.; coinvolge sia le ossa che le parti molli extra-scheletriche di segmenti anche lontani)
Le atrofie muscolari progressive (che coinvolgono anche tessuti lontani) possono essere causate da fattori encefalici o midollari (forme nucleari tra cui l’a. progressiva spinale di Duchenne-Aran con atrofia e scomparsa dei motoneuroni delle corna anteriori del midollo spinale; la forma lieve è nota come malattia di Kugelberg-Welander o atrofia muscolare spinale giovanile mentre la forma più acuta è nota anche come sindrome di Werding Hoffman); da fattori neuritici (tra cui l’a. di Charcot-Marie a carico dei muscoli degli arti inferiori e successivamente delle mani; è una forma ereditaria con lesioni nervose e midollari); infine da fattori miogeni o miopatici (con atrofia e degenerazione delle fibre muscolari ed aumento del tessuto interstiziale e del grasso: c.d. pseudo-ipertrofia muscolare).
L’atrofodermia è un’atrofia della pelle con chiazze circoscritte o in strie. Può essere congenita o acquisita; il meccanismo patogenetico è imprecisato.
La distrofia è una forma di atrofia parziale di un organo o tessuto.
Viene utilizzato anche il termine ipotrofia che indica un processo di regressione di un organo o di un tessuto, dovuto alla diminuzione di volume dei suoi elementi costitutivi.