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Ateneo di Attalia

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Port of Antalya and the coastal town of Kemer on the Kitab-ı Bahriye (Book of Navigation) of Piri Reis from 1525.

ATENEO di Attalia

Atenèo (᾿Αϑηναῖος ; in latino: Athenaeus) (medico greco, Attalia, attuale Turchia, I sec. d.C.).
Nacque in Cilicia; secondo quanto ci dice Galeno (De Element. ex Hippocr., i. 6. vol. i; Defin. Med., prooem. vol. xix; De Trem. Palpit., etc. c. 6. vol. vii.; De Differ. Puls., iv. 10. vol. viii) ad Attalia; o a Tarso, secondo quello che ci dice Celio Aureliano (De Morb. Acut., ii. 1).
Diogene Laerzio ci dice che fu tutore di Teodoro (Diogenes Laertius, ii. 104).
Fiorì in Roma (forse sotto l’impero di Claudio I), dove riscosse grande successo come medico e sembra che abbia scritto numerose opere mediche, dato che il XXIV volume dei suoi scritti viene assai apprezzato da Galeno (De Caus. Symptom., ii. 3. vol. vii) ed il suo XXIX vol. da Oribasio (Oribasius, Coll. Medic., ix. 5). Il già su citato Oribasio [Oribasii Collectionum medicarum reliquiae, ed. J. Raeder, Lipsia- Berlino 1929-1932 = Corpus Medicorum Graecorum VI] – che ci ha lasciato anche alcuni suoi frammenti (Oribasius, Coll. Medic., i. 2, v. 5, ix. 5. 12) - è tra le poche fonti a parlarci delle teorie basilari di Ateneo.

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Oribasius, libri incerti, 39.3-5

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In merito alle opere di Ateneo, gli originali in lingua greca sono andati perduti ma sono sopravvissuti in una traduzione araba a sua volta ritradotta in latino da uno studioso del XVI secolo col titolo De causis contentivis (Sulle cause coesive) [Claudii Galeni De causis contentivis, ed. M. Lyons, Berlino 1969 = Corpus Medicorum Graecorum (supplementum orientale) II].
Ciò che ci è rimasto della sua opera medica è anche il titolo (Περὶ βοηθημάτων); nel suo trattato Ateneo sembra prendere in prestito alcuni insegnamenti della scuola Stoica romana circa l’esistenza dei quattro elementi: lo spirito o pneuma – che emana da uomini, animali e piante - che è riscaldato dal fuoco, raffreddandosi dà quindi origine all'acqua, e infine all'elemento solido (terra): ogni sua alterazione determinava salute e malattia. Ateneo considerò quindi le quattro qualità (caldo, freddo, secco ed umido) degli elementi del fuoco, terra, aria ed acqua come costituenti originari dell’uomo, sviluppando – anche se in via secondaria e direttamente dai paradigmi ippocratici – ciò che Ippocrate era andato impiantando a proposito dell’esistenza dello pneuma.
Essenzialmente, per Ateneo il corpo era composto dalle tradizionali qualità del caldo-freddo-bagnato ed asciutto, con l’unica differenza che queste erano tenute insieme e governate dal soffio dello pneuma (la teoria del pneuma coesivo).
Riallacciandosi poi, come detto, direttamente alle dottrine ippocratiche - ma soprattutto della cosiddetta scuola dogmatica post-ippocratica (Prassagora di Cos, Diocle di Caristo) – ed implementandole con alcuni elementi di fisiologia propri della filosofia stoica, Ateneo riconobbe nello pneuma il principio vitale (concetto che mutuò appunto dalla filosofia stoica), il cui giusto "tono" avrebbe condizionato rispettivamente lo stato di salute e di malattia. Ogni malattia, quindi, andava interpretata come uno stato patologico dello pneuma, causato dalla putrefazione o decomposizione dello stesso pneuma.
Ricordiamo qui brevemente che alla base della teoria ippocratica sta la concezione umorale. Nel corpo umano sono cioè presenti quattro fluidi: sangue (caldo e umido), flegma (freddo e umido), bile nera (fredda e secca), bile gialla (calda e secca). E la salute dell'uomo dipende dall'equilibrio di queste quattro sostanze. La Scuola Pneumatica parte da questi principi, ma li rivede alla luce delle dottrine filosofiche stoiche.
Ateneo sente che le teorie del Metodismo, col suo simplicismo, dell’Empirismo e del Dogmatismo, per altro lato, non lo soddisfano. Sviluppa pertanto un’altra teoria. La differenza fondamentale secondo Ateneo - come recita il su citato “De causis contentivis” a pag. 134 – è che la malattia si verifica solo dopo che il nostro  corpo è stato interessato da un evento potenzialmente dannoso (colpo di calore, di freddo ovvero il contatto con l’umidità ecc.).
In tal caso il Pneumatismo è vicino all’eziologia stoica di cause plurime, per cui ad Ateneo di Attalia – indiscusso promotore, abbiamo visto, del Pneumatismo (al riguardo, Max Wellmann afferma esserne uno dei fondatori: Pneum., pp. 5-11 / v. c. Die pneumatische Schule bis auf Archigenes in ihrer Entwickelung dargestellt) – viene ricondotta la classificazione in tre delle cause delle malattie dello pneuma – pur essendo quest’ultimo unico; utilizzando quindi categorie prettamente filosofiche per esigenze diagnostiche e terapeutiche. Vale a dire: che ad una “causa procatartica" potrebbe associarsi un altro evento fenomenico - che potrebbe portare a meditare dell’esistenza di altri momenti precedenti o antecedenti - con l’infiammazione di uno degli organi vitali (fegato, stomaco, ecc.) del corpo oppure l'infiammazione o improvvisa sovrabbondanza di uno degli umori. A questo punto entra in gioco il pneuma coesivo che, scorrendo ovunque nel nostro corpo, ad un certo punto incontra la zona alterata a seguito di un eccesso di caldo o freddo o secco o umido. Se l'alterazione è di piccola entità, il potere di riequilibrio del pneuma riporterà la situazione alla normalità.
Non si può, quindi, parlare ancora di malattia in atto.
La malattia si manifesterà solo allorché il pneuma coesivo si ammalerà prendendo su di sé l’alterazione dovuta ad un eccesso elementare, manifestando pure lui lo squilibrio ma soprattutto trasmettendolo a tutto il resto del corpo. Allora si potrà parlare di gastrite o febbre: l'aumento della temperatura corporea, per esempio, sarà dovuto al riscaldamento del pneuma che a sua volta influenzerà la pressione sanguigna, la secrezione del sudore, i brividi, ecc.. E’ da questo momento che la malattia (disturbi epatici, respiratori, digestivi, melancolici, oppure affezioni come l'idropisia o la frenite) è conclamata, disturbando l’armonia e la salute di tutto l'individuo.

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Ricordiamo che lo Stoicismo nasce ad Atene, laddove Zenone di Cizio, originario di Cipro, impartiva le sue lezioni sotto il portico affrescato dell'agorà (la Stoà Poikìle).
Nella sua origine e fase iniziale, dunque, la scuola si distingue con la definizione di “Stoicismo antico”.
Successivamente all’introduzione nella città di Roma, tale dottrina assumerà le definizioni di “Stoicismo medio” – in particolare con lo Scolarca Panezio di Rodi (180–ca. 110 a.C.) – e di “Stoicismo nuovo o romano”, che va differenziandosi dal precedente per il suo carattere eclettico, in quanto influenzato sia dal platonismo che dall'aristotelismo e dall'epicureismo.
Della “Media Stoa” fece parte anche Posidonio di Apamea (135–51 a.C.), il quale avrebbe poi influenzato con i suoi insegnamenti sia Cicerone (106–43 a.C., il quale - pur non aderendo mai ad alcuna scuola filosofica – mescolò nella sua concezione eclettica il platonismo della scuola accademica con lo stoicismo) sia lo stesso Ateneo di Attalia.

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Il filologo classico e storico della medicina tedesco Fridolf Albert Ferdinand Kudlien (23.11.1928 – 02.02.2008), nei suoi scritti [ricordiamo qui in particolare “Poseidonios und die Ärzteschule der Pneumatiker” /  “Posidonio e la scuola di medicina pneumatica” (1962) e “Die Sklaven in der griechischen Medizin der klassischen und hellenistischen Zeit” / “Gli schiavi della medicina greca del periodo classico ed ellenistico” (1968)], evidenzia – sia dal punto di vista psicologico che fisiologico – l’eredità degli insegnamenti di Posidonio allo stesso Ateneo.
Saltando poi alle “Quaestiones Naturales” di Seneca, non esiste alcuna ragione per mettere in dubbio che sia stato Posidonio una delle più importanti fonti di Seneca né tantomeno per mettere in dubbio la familiarità dello stesso con la scuola pneumatica di medicina. Vi sono però importanti ragioni per considerare che Ateneo di Attalia, nonostante sia considerato egli stesso il primo pneumatico e quindi l’iniziatore, non sia stato il fondatore effettivo della scuola pneumatica romana, in cui viene riconosciuto Agatino Claudio di Sparta, cui fa spesso riferimento Galeno per quanto riguarda le pulsazioni (Περί σφιγμῶν , Perì sfigmon).
Il termine "Scuola Pneumatica" traduce l'espressione greca αίρησις πνευματική (hairesis pneumatikè) impiegata, tra altre, dal medico Galeno di Pergamo (II sec. d.C.) per designare appunto i discepoli ed i continuatori del gruppo fondato da Ateneo di Attalia, a sua volta – come abbiamo visto - considerato erede del pensiero del filosofo stoico Posidonio di Apamea.
Quello che poi Aristotele e Crisippo avevano chiamato “hegemonikon” (soffio vitale) egli lo posiziona nel cuore. E da tale sua convinzione derivano alcuni trattamenti medici per la malattia mentale.
Nella scuola eclettica poi, che sarebbe stata fondata da Agatino Claudio di Sparta e fiorita tra il I ed il II sec. d.C., sarebbero confluiti elementi sia della scuola pneumatica che della scuola metodica.
Tra altri, ricordiamo qui Erodoto, Magno di Efeso (Magnus di Ephesus) ed Archigene, celebratissimo medico a Roma, sotto l’imperatore Traiano. Quest’ultimo viene considerato come il più famoso medico appartenuto alla setta degli Eclettici, fondata dal filosofo Potamone di Alessandria. Egli cercò di mediare, di scegliere cioè quanto più poteva rispondere a verità o si prospettava essere più verosimile tra le sette dei dogmatici, degli empirici e dei pneumatici che a quel tempo raccoglievano adepti nel campo della medicina: il sistema dell'eclettismo medico che tentò di applicare cercava appunto, moderatamente, di non scegliere alcuna teoria od opinione né parimenti di rigettarne.

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