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Atelectasia (o Atelettasia)

ATELECTASIA (o ATELETTASIA)

Etimologia : dal greco  ἀτελής  , atelès  “imperfetto, incompleto”   / da ἀ , privativo,  + τέλος  , telos "fine" / +   ἔκτασις  ,  ektasis  “distensione”/ der. di ἐκτείνω  ,   ekteίno “distendere” /.
Nel linguaggio medico, l’atelectasia di un organo è la sua mancata distensione.
Si parla di a. polmonare in presenza di una particolare condizione del parenchima polmonare determinata da assenza patologica di aria negli alveoli polmonari che non riescono ad avere una completa distensione.
Come conseguenza, il parenchima polmonare tende a compattarsi.
L’a. è congenita allorché si presenti nel periodo fetale mentre è da compressione allorché sia provocata da cause che impediscano l’espansione naturale del polmone o di parte di esso.
La causa più comune di atelectasia è l'ostruzione del bronco che ventila il lobo sottostante (per la presenza di corpi estranei dovuti anche a muco o a patologie tumorali ovvero per compressione dall'esterno come può succedere nei versamenti pleurici).
Nel primo caso la forma acuta può risolversi rimuovendo semplicemente il corpo estraneo mentre in fase cronica la risoluzione della patologia bronchiale dipende dall’evoluzione della causa scatenante (tumori, tubercolosi, ecc..).
I sintomi principali sono affanno, tosse e dolore toracico.
A volte alcune parti lese non tendono a riespandersi anche dopo che sia stata rimossa la causa dell’ostruzione.