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Asfissia - botanica

ASFISSIA

Etimologia : dal greco  , privativo, + σϕύξις , sphuxis  “polso” / (gen. σφύξεως) / = ἀσϕυξία , asphuxia “arresto del polso” (gen, ἀσφυξίας) /.
Stato di sofferenza dell’apparato radicale di una pianta per mancato o carente apporto di ossigeno nel terreno. La carenza di ossigeno si verifica allorchè la pressione parziale di ossigeno nel terreno cali al di sotto della pressione atmosferica. La causa principale è dovuta ad un eccessivo ristagno con mancato deflusso idrico successivo a piogge, irrigazioni, tracimazioni, apporti di falda; altre cause possono essere un’eccessiva compattezza del terreno, il consumo di ossigeno dovuto all’attività animale della rizosfera e a quella dei microrganismi aerobi.
Il ristagno prolungato, sommergendo il terreno, va ad occuparne completamente i pori sottraendoli all’aria e causa il deperimento progressivo e la morte della pianta per mancato apporto di ossigeno.
Nella pianta si verifica una modificazione del metabolismo, con una drastica riduzione della sintesi proteica, inibizione del trasporto di ioni, degenerazione dei mitocondri e incapacità per le cellule di svolgere le loro normali funzioni a livello protoplasmatico. I sintomi consistono in ingiallimento fogliare (per dilavamento dei sali minerali e mancanza di ossigeno), appassimento ed eventuale collasso delle piante se le condizioni permangono a lungo. Un’asfissia parziale può portare ad apparato radicale poco profondo e maggiormente ispessito (per cercare di ridurre la perdita di ossigeno verso l’esterno); a prefioritura, con anticipo della fase riproduttiva e conseguente riduzione nella produzione fogliare; a sviluppo ridotto o a sviluppo di radici avventizie dall’ipocotile o dal fusto; a sviluppo di aerenchimi nel fusto, oltre che nel picciolo e nella lamina fogliare; all’apertura di piccole protuberanze lenticellari nel periderma radicale per facilitare gli scambi gassosi.
Nelle specie più sensibili il deperimento è progressivo entro le 24 ore; altre piante legnose sopportano invece il ristagno idrico senza perdere la loro vitalità. Si riscontra una resistenza alla sommersione anche per periodi prolungati nei salici, Populus alba (pioppo bianco), nell’Alnus glutinosa (ontano nero) e nei frassini. Le sommersioni della durata da varie ore fino a vari giorni possono essere sopportate senza danni dalle associazioni arboree ripariali, anche più volte all’anno, ma la sommersione totale della pianta oltre tale periodo non è in genere sopportata e la pianta muore.