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ASCLEPIODOTO di Alessandria (V - VI sec. d.C.)

ASCLEPIODOTO di Alessandria

Asclepiòdoto (in greco Ἀσκληπιόδοτος / Asklēpiódotos; in latino Asclepiodŏtus) di Alessandria, detto “il grande” (filosofo, medico e naturalista greco, Alessandria d’Egitto, V - VI sec. d.C.).
Fu soprannominato “il grande” per distinguerlo dal più giovane Asclepiodoto, pure neoplatonico, che fu suo genero. Il suo pensiero filosofico neoplatonico gli derivò dal suo maestro Proclo Licio Diadoco (412 – 485), secondo il quale a Platone e alla sua saggezza bisognava quasi tributare un culto. In campo medico-naturalistico è conosciuto per aver promosso l’uso della pianta dell’elleboro bianco. Secondo letteratura (Fiori, 2014: 68 / Prioreschi, 2001: 80 f.) sembra abbia ricevuto la sua istruzione in campo medico da tale Jacob / Jacobus Psychrestus; lo troviamo inoltre menzionato dal filosofo bizantino Damascio (Δαμάσκιος , considerato anche come l'ultimo dei filosofi neoplatonici).
Ad Asclepiodoto viene anche attribuita la paternità di un commento al Timeo platonico, andato disperso.
Lo vogliamo qui ricordare per la sua mentalità scientifica che, oltre all’arte della musica ed alla scienza matematica, lo spinse a coltivare anche la medicina pratica e l’amore per la natura, rifuggendo nel contempo le tentazioni derivanti dalle teorie mistico-metafisiche del neoplatonismo a lui contemporaneo.