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ASCLEPIADE il Giovane

ASCLEPIADE il Giovane

Asclepiade (᾿Ασκληπιάδης) il Giovane (soprannominato Φαρμακίων , Pharmakíon) (medico farmacologo greco, I sec. d.C. - II sec. d.C.).
Secondo quanto ci riferiscono Andromaco, Dioscoride e Scribonio Largo (Galeno, De compositione medicamentorum secundum locos, VII. 2, X. 2, vol. XIII, et per genera, VII. 6, vol. XIII), visse a Roma verso la fine del I sec. d.C. (tra l’impero di Nerone e quello dei Flavi) e, a torto o a ragione, appartiene a quella schiera di medici la cui figura ed importanza scientifica ci è pervenuta come non molto nota, anche se risulta autore di un trattato farmacologico considerato come il più famoso tra quelli prodotti tra il I ed il II secolo d.C..
Galeno, nel citarlo, usa il termine “φαρμακεύς” (“pharmakeús”).
Asclepiade (il quale viene citato da Galeno nel suo De comp. per genera) trattò dei farmaci proprio per la sua abilità e conoscenza nel campo della farmacologia: il suo trattato, come ci riporta Galeno, il quale lo apprezzò ed utilizzò, risultava suddiviso in dieci libri, di cui cinque che trattavano dei farmaci esterni e gli altri cinque dei farmaci interni.
Galeno, anche se forse con qualche incongruenza, riporta come Asclepiade, nella sua opera (ed in particolare nel terzo libro dei farmaci interni), si fosse soffermato non solo sulle singole ricette ma anche, nella quantità degli ingredienti, sulle misure delle unità ponderali (delle mine e dell’equivalente in dracme). Ivi sono riportate alcune ricette di medici a lui di poco antecedenti, quali la “Moschionos Katagmatikè”, l’empiastro inventato da Moschione, il “correttore” di Asclepiade di Bitinia (“Asclepiade il Vecchio”). Parimenti riporta anche la ricetta di un chirurgo egiziano, Claudio Filosseno, sicuramente ancora attivo in età giulio-claudia.
Precisiamo qui che Asclepiade di Bitinia fu attivo in età anteriore, all’incirca tra il II ed il I sec. a.C..